giovedì 28 aprile 2011

Precisazione


Di seguito una mia precisazione ad un articolo pubblicato il giorno 26 aprile 2011 sul quotidiano La Repubblica:

Egregio dott. Fuccillo,

una nota. Breve. Senza polemica, a margine del suo articolo, apparso questa mattina sul quotidiano “La Repubblica”. Nell’articolo dedicato al libro che viene presentato oggi dall’ex governatore Bassolino Lei mi definisce un “cozzoliniano impegnato in prima persona”, citando il mio nome tra altri miei colleghi di partito. Una sola precisazione: non mi ritengo cozzolinano, né bassolinano. Per quanto stimi e rispetti entrambi, ho sempre fatto parte della corrente politica dei cattolici impegnati: se dà uno sguardo al mio curriculum e impegno politico si renderà conto che ho sempre fatto parte dell’area moderata del Pd, oggi AREADEM. Vita ed impegno politico caratterizzati essenzialmente da impegno cattolico, ispirati essenzialmente all’area cattolico-moderata. Non mi riconosco in Cozzolino, né in Bassolino, non sono loro erede. Niente lo fa pensare del mio impegno politico. Non sono il loro delfino, né ricopro in lista postazioni da loro lasciate vuote. Sono me stesso da sempre: ho un mio elettorato al di là e senza appartenenze. Non prendo le distanze. Chiarisco. Semplicemente.

Grazie per l’attenzione, La saluto cordialmente.

Gianfranco Wurzburger

giovedì 14 aprile 2011

APERTURA CAMPAGNA ELETTORALE

Cari Amici,

vi aspetto il 18 aprile all'Hotel H2C Napoli alle ore 17,30 per aprire insieme la mia campagna elettorale al Consiglio Comunale di Napoli per le Elezioni Amministrative del 15 e 16 maggio 2011.

Presenteranno la mia candidatura l'On. Antonio Amato, Consigliere della Regione Campania, le Senatrici Teresa Armato e Maria Fortuna Incostante, e il dott. Massimiliano Manfredi, Presidente del PD Provinciale di Napoli.

Conclude l'On. Sergio D'Antoni, Vicepresidente della Commissione Finanze del Parlamento.

Modera Marina Ripoli, responsabile pari opportunità dei Giovani Democratici di Napoli e Provincia.

Per aderire all'evento anche su Facebook clicca qui.

Vi aspetto numerosi!

Gianfranco

lunedì 11 aprile 2011

INCENDIO AI QUARTIERI SPAGNOLI

Incendio ai Quartieri Spagnoli, WURZBURGER: «Tragedia annunciata»

«Ennesimo incendio ai Quartieri Spagnoli: fiamme ed impossibilità per i Vigili del Fuoco di raggiungere l’abitazione. Tragedia annunciata – commenta Gianfranco Wurzburger, assessore alla Vivibilità della II Municipalità – annunciata ma non prevenuta».

«La II Municipalità – prosegue l’Assessore – ha da tempo condotto una campagna contro la sosta selvaggia, installando 600 dissuasori per permettere il passaggio del Pollicino E2. Ma a nulla è valso. Purtroppo i Quartieri Spagnoli restano sempre “terra di nessuno”, non si riesce ad attuare una politica duratura.

«L’incendio di stamattina ne è una prova: la difficoltà dei vigili di passare significa che occorre ancora sensibilizzare i cittadini ad avere più rispetto per il quartiere, ne va della sicurezza di tutti. Le macchine parcheggiate ovunque rendono sempre difficile il passaggio di mezzi di soccorso, di ambulanze e di automobili: oggi tre famiglie hanno pagato per inadempienze e inciviltà di altri».

martedì 5 aprile 2011

CROLLO SANT’AGOSTINO ALLA ZECCA

Wurzburger – Castiello (PD): «Appello al Fec e al Ministero per i Beni Culturali: Intervenite presto! Sant’Agostino va alla deriva»

«È la storia infinita: una chiesa che sembra non trovare mai la strada per riaprire. Quando sembra che stiamo per farcela, ripiombiamo in un nuovo problema», commentano così Gianfranco Wurzburger e Salvatore Castiello, rispettivamente assessore alla Vivibilità e consigliere della II Municipalità, promotori di molteplici battaglie per la riapertura della storica chiesa di Sant'Agostino alla Zecca che questa mattina ha subito un nuovo “incidente”: il crollo di un grosso blocco di piperno che si è staccato in prossimità delle campane dal cornicione del terzo ordine superiore della facciata del luogo di culto. «Ci siamo attivati subito e abbiamo allertato la Soprintendenza, ma non basta – dicono Wurzburger e Castiello – il nostro appello va al Fec (Fondo edifici culto) e al Ministero per i Beni Culturali (proprietari della chiesa) ad intervenire. Fate presto!». L’appello di Wurzburger e Castiello nacque già all’indomani del terremoto del 1980, quando la chiesa fu chiusa per i notevoli danni subiti. Nel 1998 nacque il Comitato per la tutela e la salvaguardia della chiesa, in seguito ad un incendio appiccato nel giorno dei falò della festa di Sant’Antonio Abate che distrusse lo splendido portale trecentesco. Sant’Agostino alla Zecca per anni fu abbandonata a se stessa. Il Comitato, allora, allertò giornalisti, politici, Istituzioni. Raccolse fondi per invitare simbolicamente alla ricostruzione della chiesa posizionando grossi salvadanai nei negozi e nelle attività commerciali del quartiere.

«Nel 2008, l'allora ministro dei Beni e delle Attività culturali, Sandro Bondi, si impegnò per il restauro della chiesa – ricordano Wurzburger e Castiello - stanziando 1.600 mila euro a cui ne furono aggiunti dal FEC altri 600mila per i lavori della facciata. Le operazioni di restyling si sarebbero dovuto concludere nel 2009: siamo nel 2011 e finalmente è stata indetta la gara di appalto». Il finanziamento già allora non bastava per il restauro del campanile e delle catacombe, dove c’è la cripta con le ossa venerate, come si faceva anche al cimitero delle Fontanelle.

«Il campanile – dicono Wurzburger e Castiello – sembrava la parte più solida e meno a rischio, ma l’edificio è abbandonato a se stesso, circondato da erbacce che naturalmente ne minano la staticità in ogni sua parte. Come si può permettere che una bellezza di tal genere sia abbandonata e incustodita? È ancora in atto la vertenza per stabilire l’eventuale proprietà di privati del campanile stesso – spiegano gli esponenti della Municipalità – e intanto si permette che Sant’Agostino alla Zecca crolli a pezzi».

“Un patrimonio immenso – concludono Wurzburger e Castiello - che conserva gli affreschi di Giacinto Diano, il pulpito in marmo di Porto Venere e ancora le tombe del musicista settecentesco Niccolò Jommelli e del servo di Dio, Giovan Battista Jossa, usciere del Tribunale ai tempi di Murat e che potrebbe diventare una importante risorsa per i giovani di forcella”.

giovedì 23 dicembre 2010

SANITA': PD CAMPANIA, NO CHIUSURA GINECOLOGIA ANNUNZIATA



(ANSA) - NAPOLI, 23 DIC - "Ho appreso - dichiara in una nota

Gianfranco Wurzburger responsabile terzo settore PD Campania -

che il commissario dell'Asl Napoli 1 ha intenzione di chiudere i

reparti di ginecologia e ostetrica dell'Ospedale Annunziata di

Napoli; a quanto pare il provvedimento andrebbe in vigore da

oggi".

"I motivi - prosegue Wurzburger - non sono ancora ben noti,

probabilmente il tutto è provocato dalla carenza di personale

medico e para medico". "L'ospedale 'SS. Annunziata' di Napoli

- aggiunge l'esponente PD - ha una connotazione materno

infantile unica nella città e nella Provincia ed abbraccia non

solo il territorio dove è ubicato, ma tutto il centro storico

di Napoli, nonché tutta la provincia di Napoli a sud e a nord,

ed ha al suo interno alcune specificità di riferimento

regionale".

"I reparti di Ostetricia e Ginecologia con Centro gravidanze

a rischio, Centro per la menopausa e Pronto Soccorso Ostetrico

nel corso di un anno di attività - si ricorda - hanno

effettuato più di 2.000 ricoveri nel 2009 e 3.600 prestazioni

di pronto soccorso ostetrico, circa 1.400 parti, tra spontanei e

cesarei, 1.200 interventi chirurgici e più di 5.000 prestazioni

ambulatoriali; pertanto - conclude Wurzburger - chiuderli

significa non solo privare i tanti bambini che ricevono

assistenza delle cure quotidiane di cui hanno bisogno e impedire

ad altri di riceverle, ma anche depauperare ancora di più la

sanità in città".

(ANSA).

giovedì 30 settembre 2010

Il caso Cresce la polemica dopo la decisione di Palazzo San Giacomo di assegnare la struttura di piazza Mercato a un gruppo culturale

Ma i residenti non mollano: «Manterremo il presidio»

il mattino 29.09.09

Non sono ancora soddisfatti gli abitanti di piazza Mercato che hanno protestato per l’assegnazione della chiesa alla associazione culturale «Fino al momento in cui non saranno restituite le chiavi del portone di Santa Croce, noi continueremo a vigilare», dice Gianfranco Wurzburger che è assessore municipale alla vivibilità e leader della contestazione. Le persone radunate nei pressi della chiesa sono ancora inviperite perché qualcuno ha stracciato dal cancello lo striscione di protesta che venne issato la settimana scorsa per far sapere alla città quel che stava accadendo: «Pensano che senza quella scritta la gente possa dimenticarsi della nostra battaglia - dice un anziano fermandosi davanti all’ingresso - ma noi abbiamo già deciso di rifarlo e di rimetterlo al suo posto. Fino al giorno in cui la nostra chiesa verrà riaperta al culto, noi non molleremo il presidio». Del resto è facile per i contestatori essere presenti e vigili perché sono tutti abitanti della zona. La prossima mossa del comitato di protesta, secondo quel che si dicono i partecipanti, sarà quella di chiedere al sindaco o all’assessore al patrimonio di effettuare un sopralluogo all’interno della chiesa: «Così potrà essere cancellato anche l’ultimo dubbio sull’assegnazione - spiega Wurzburger a nome del comitato - da palazzo San Giacomo insistono nello spiegare che all’associazione PuntoZeroCamp è stata assegnata in fitto solo la canonica. Però quell’area della struttura non è materialmente separata dal luogo sacro: non ci sono muri né porte. Per cedere in fitto solo quella parte bisognerebbe isolarla e costruire una parete all’interno di una chiesa medioevale. Riteniamo, onestamente, che sia impossibile ottenere i permessi per realizzare una struttura muraria lì dentro». pa. bar.

Chiesa di Corradino, i residenti: tre proposte per liberarla

IL MATTINO 27.09.2010
I residenti di piazza Mercato non si arrendono all’idea che la chiesa di Santa Croce possa essere cancellata dalla loro vita. Alla notizia che il Comune l’ha già considerata sconsacrata e l’ha ceduta in fitto a una associazione culturale, è scattata la mobilitazione: «lì dentro siamo stati battezzati, abbiamo fatto la prima comunione, ci siamo sposati. Abbiamo, purtroppo, accompagnato i nostri cari nell’ultimo viaggio. Abbiamo atteso il restauro per trent’anni, oggi scopriamo che la chiesa non verrà restituita al culto». Per sostenere la protesta dei residenti, l’assessore municipale Gianfranco Wurzburger si è messo all’opera e ha identificato dei luoghi alternativi da offrire all’associazione teatrale per svolgere la propria attività in favore della gente del Mercato ma lasciando la chiesa di Santa croce al culto: «Tre ampi locali commerciali di proprietà del Comune si trovano in piazza larga al Mercato, in via San Donato e in via Giacomo Savarese. Sono sfitti e grandi abbastanza da soddisfare le esigenze dell’associazione». Da parte sua, l’associazione PuntoZeroCamp, creata proprio per svolgere l’attività nella chiesa di Santa Croce, chiede ascolto alla gente del quartiere: «Difenderemo quella chiesa e contribuiremo a restituirle la dignità che merita - spiega uno dei fondatori, Angelo Laurino - il nostro scopo è di creare un punto di aggregazione per tutti. Di dare luce a quella chiesa con iniziative culturali che la facciano tornare agli antichi splendori». Le perplessità sulla concessione in fitto della chiesa derivano, appunto, dall’importanza monumentale di quella struttura medioevale, nella quale è custodito, tra l’altro, il ceppo sul quale venne decapitato Corradino di Svevia: «Proteggeremo quel reperto - spiega Laurino - e tutti gli altri contenuti nella chiesa. Quel luogo, grazie alle dimensioni e all’altezza, sarà determinante per svolgere le nostre attività». Ma proprio sull’utilizzo dell’interno della chiesa c’è un primo segnale di incomprensione tra l’associazione e il Comune. L’assessore D’Aponte, che è intervenuto sulla polemica, ha precisato che «all’associazione è stata affidata attualmente solo la parte di immobile restaurato (che si trova alle spalle della chiesa ndr). L’Amministrazione resta comunque impegnata a completare l’intervento di restauro, per rendere fruibile in futuro la chiesa nella sua interezza. Quando sarà ultimato il restauro potranno essere prese eventualmente in considerazione altre ipotesi di utilizzo». Secondo Angelo Laurino non è così: l’associazione PuntoZeroCamp può utilizzare la chiesa nella sua interezza. Ma questa vicenda alle persone che protestano interessa poco: la gente di piazza Mercato vorrebbe semplicemente tornare ad ascoltare la messa lì dentro. L’associazione PuntoZeroCamp, però, puntualizza che non è possibile far tornare al culto quella chiesa: «Secondo il codice canonico se le chiese sono in parte distrutte perdono la dedicazione. Lì dentro anche gli altari, andati distrutti, non ci sono più...». Notizia triste quella comunicata da PuntoZeroCamp. Quando siamo entrati nella chiesa, lo scorso mese di marzo, gli altari c’erano ancora, ne abbiamo conservato le fotografie: se è vero che oggi non ci sono più, qualcuno li ha trafugati. Ulteriore sfregio alla chiesa di Corradino. pa. bar

In affitto la chiesa di Corradino, protesta a piazza Mercato

Il caso Ceduta per 10 anni a un’associazione teatrale. All’interno è custodito il ceppo dove fu decapitato il principino svevo
Il monumento proibito

Il lenzuolo è lungo un paio di metri ed è legato ai cancelli che proteggono la chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato. C’è scritto «Ridateci la nostra chiesa»: non è una protesta e nemmeno una minaccia. È semplicemente un appello degli abitanti di piazza Mercato che hanno appena scoperto di aver perduto il loro punto di riferimento. Guardano con tristezza quel lenzuolo Gianfranco Wurzburger e Salvatore Castiello, rispettivamente assessore alla vivibilità e consigliere della seconda municipalità: loro, per primi, hanno lanciato l’allarme. Il 3 settembre la Giunta comunale ha votato all’unanimità la cessione in fitto della storica chiesa napoletana fondata nel tredicesimo secolo, all’interno della quale è conservato anche il ceppo sul quale venne decapitato Corradino di Svevia. La chiesa, danneggiata dal terremoto, è chiusa dal 1980: un restauro recente s’è fermato a metà. Il popolo di piazza Mercato aspettava la conclusione dei lavori per riappropriarsi della chiesa, ha scoperto, invece, che il Comune (proprietario dell’immobile) ha già deciso che quella non sarà mai più una parrocchia: «Nell’accordo decennale di fitto - spiega Wurzburger - c’è scritto che è una ”ex chiesa”. Ma perché? Chi l’ha deciso che non può tornare ad essere chiesa?». Attorno all’assessore municipale c’è una piccola folla. I ricordi si affastellano: matrimoni, battesimi, comunioni «se veramente il Comune decide di dare in fitto la nostra chiesa ci incateneremo ai cancelli», dice uno dei presenti raccogliendo i consensi di tutti. La vicenda risale all’inizio di questo mese. La Giunta comunale (assenti solo gli assessori Guida e Raffa) ha votato la concessione in fitto della chiesa per dieci anni, a 2.600 euro al mese, alla «PuntoZeroCamp», una associazione che si occupa di promozione e sviluppo delle attività teatrali. Prima di proseguire, è bene precisare che le attività dell’associazione sono certamente pregevoli e meritorie: nessun dubbio sulla utilità dell’iniziativa. La grande perplessità si concentra semplicemente sul luogo in cui si svolgerà questa lodevole iniziativa: una chiesa simbolo della Napoli medioevale, nella quale devono ancora essere completati i lavori di restauro, che contiene testimonianze storiche come il «ceppo di Corradino». Anche il presidente del consiglio provinciale di Napoli, Luigi Rispoli, che vive il territorio, ne sollecita lo sviluppo e ne segue i problemi, è preoccupato: «Non capisco i motivi di questa cessione. E credo, tra l’altro, che bisogna approfondirne i termini. Lo stesso Comune, tramite la ragioneria generale, ha sollecitato la Giunta ad approfondire ogni particolare perché ha rilevato alcune discrasie tra i dettami di legge e l’accordo firmato». A proposito di accordo, dagli incartamenti emerge un particolare decisamente singolare. La delibera di Giunta per la cessione in fitto porta la data del 3 settembre, l’atto costitutivo della associazione «PuntoZeroCamp», redatto dal notaio Fortunata M. Barbarisi Coccoli invece risale al 27 maggio: in quella data l’associazione fissava la propria sede «presso la chiesa monumentale Santa Croce e Purgatorio in piazza Mercato n. 291». Evidentemente c’è un errore: quattro mesi fa l’associazione non poteva sapere che avrebbe avuto in fitto quella chiesa... pa. bar.

venerdì 13 agosto 2010

Più sicurezza in via Marina

Riapre il tratto di via Marina dopo i lavori ma l' assessore della II Municipalità di Napoli Gianfranco Wurzburger chiede più sicurezza per una strada «diventata una pista da Formula 1, dopo la sostituzione dei sanpietrini.È necessario installare bande sonore e videosorveglianza per evitare l' ennesima tragedia».

giovedì 12 agosto 2010

Le vite invisibili del Parco Marinella

Decine di immigrati vivono tra rifiuti e liquami nelle baracche senza bagni né acqua allestite all'ingresso della città, nell'area a ridosso del porto dove dovrebbe sorgere uno spazio verde. E nessuno interviene

di CRISTINA ZAGARIA - REPUBBLICA 12 agosto 2010


Per entrare nel ghetto bisogna passare davanti all'ufficio stranieri della prefettura e superare i limiti del Corpo forestale dello Stato. Per entrare nel ghetto, con i loro carrelli, i passeggini, le buste di plastica blu, gli immigrati sfilano davanti a decine di uomini in divisa. Ma sono fantasmi. Nessuno li vede. E così gli invisibili arrivano nella terra di nessuno: il Parco Marinella.
Trentamila metri quadrati, tra via Amerigo Vespucci e i Cantieri del Mediterraneo, tra la città e il porto. Ci sono almeno 20 baracche, ognuna bi-familiare, senza bagno, elettricità o acqua. Anche se non sono costruzioni improvvisate. Sono case costruite lentamente, con le verandine, i tetti di lamiera, le tende, i letti. Trentamila metri quadri, all'ingresso della città, in cui sta crescendo silenziosa una baraccopoli.

L'ultima relazione dei servizi sociali del Comune è di giugno. La II Municipalità aveva individuato un nucleo di famiglie rom. I servizi sociali avevano censito 14 famiglie. Ora sono quasi il triplo. La maggior parte sono rom e vengono dalla città di Calarasi. "Abitavamo a Ponticelli, in via Malibran, siamo arrivati qui da due settimane, c'è anche nostro zio e i miei cugini, io chiedo l'elemosina alla Stazione... ", comincia a raccontare Luana, 9 anni, ma interviene subito una donna, forse sua madre, che la fa entrare nella baracca. Anche gli altri bambini corrono a nascondersi. Ce ne sono tanti. Alcuni piccolissimi. "Lasciateci in pace. Altrimenti vengono a cacciarci. Non diamo fastidio a nessuno", dice una donna. Un cane giallo le scodinzola tra le gambe e anche lei scompare in un casotto con la tenda blu. Le case di lamiera e cartoni sono schiacciate contro il muro che delimita i confini con il porto, nascoste da alti cespugli bruciati dal sole. Un neonato dorme in un passeggino senza ruote, trasformato in culla. Su un tavolo quattro wurstel, pane e una bottiglia di coca cola. Per terra vecchi abiti, decine e decine di scarpe.

Proprio all'ingresso del ghetto, dal lato del mercato ittico, c'è un cumulo di paia di scarpe, tutte da uomo, molte ancora con i cartellini, sono fuori moda, ma sembrano nuove. A pochi metri dalla fila di baracche, tra le sterpaglie, un ombrellone blu e una pompa: una ragazza nera si sta lavando i capelli. E quasi al limite con il parcheggio, che affaccia sulla strada, un'altra baracca con un ragazzone di colore sdraiato su una brandina che dorme, con una sigaretta spenta tra le labbra. Accanto a lui un bimbo in fasce in un cestino. "Io sono nigeriano, la madre è rumena. La madre sta lavorando", blatera il nero e poi fa capire che non vuole essere infastidito.
Il caldo amplifica l'odore di pesce, immondizia, fogna che affoga il campo abusivo. A poca distanza un capolinea di bus. Da un lato i tir che entrano e escono dal porto, dall'altro il traffico lento d'agosto di chi arriva in città.
"La notte accendono fuochi e si lavano tutti nudi davanti alle baracche con secchi d'acqua. Ci sono tantissimi bambini piccoli, spesso da soli, che vivono in condizioni igieniche che sarebbero scandalose anche per uno zoo", dice Ermina F. che abita nel palazzone di fronte al ghetto, proprio sopra il bar "Ciottolo".

Il parco è stato sottoposto a sequestro giudiziario a marzo 2008 per la mancata messa in sicurezza e per insalubrità. Ma il sequestro, ad oggi, consiste solo in recinzioni arrugginite e qualche nastro rosso. L'area, che si continua a chiamare "Parco" e che nei progetti del Comune dovrebbe diventarlo, è terra di nessuno. Il Parco della Marinella, infatti, rientra tra i 649 beni sul territorio campano disponibili al federalismo demaniale. A inizio luglio, il vicesindaco Tino Santangelo ha scritto al demanio, chiedendo di anticipare i tempi per il passaggio di proprietà dallo Stato al Comune. Ma, ad oggi, Palazzo San Giacomo non ha ottenuto risposta.

E così nella terra che non è quasi più del Demanio e non è ancora del Comune, nel 2006 è stato trovato morto un canadese, nel 2008 un ghanese è stato ammazzato con una pugnalata allo stomaco e gettato in un tombino, qualche settimana dopo un marocchino è stato sequestrato, malmenato e rapinato, nell'estate del 2008 è stata scoperta una fabbrica clandestina di pesce essiccato gestita da una donna bulgara. E ora c'è il ghetto. Il limbo degli invisibili. "La storia di questo parco dura da oltre 10 anni - racconta Gianfranco Wurzburger, assessore della II Municipalità - e fino a quando non ci sarà il passaggio di proprietà dal demanio al Comune è tutto fermo, perché gli sgomberi costano. Se l'area continua ad essere abbandonata non si risolve mai niente. Bisogna intervenire e presto. Gli immigrati hanno bisogno di accoglienza e i napoletani hanno diritto al loro parco".

venerdì 2 luglio 2010

Piazza GAribaldi senz'acqua: scavo metronapoli danneggia condotta idrica

Errori Gravi, non devono ripetersi!
Il Mattino 2 luglio 2010

È stato l’assessore alla vivibilità della seconda municipalità, Gianfranco Wurzburger, a ricevere le prime segnalazioni del disagio dei napoletani rimasti senza acqua: «Quando abbiamo appurato che si trattava di un danno ingente abbiamo immediatamente contattato la protezione civile per garantire una fornitura d’acqua alternativa alla popolazione - spiega WURZBURGER- la macchina organizzativa è partita con la consueta rapidità, anche se alla fine non è stato necessario fare ricorso alle autobotti». Per l’intera giornata l’assessore municipale è rimasto in strada dividendosi fra il cantiere della Metro dove erano al lavoro i tecnici dell’Arin e gli esercizi commerciali della zona che erano in crisi per la mancanza d’acqua: «I bar hanno subito il danno più grave, per loro mancanza di acqua significa soprattutto impossibilità di tenere in funzione le macchine per il caffè espresso - dice WURZBURGER - ma anche per i ristoranti è stata una giornata difficile. Fortunatamente non tutti gli hotel che gravitano nella zona di piazza Garibaldi hanno subito disagi, altrimenti sarebbe stato un altro terribile danno di immagine turistico per la nostra città». L’assessore municipale WURZBURGER ha anche deciso di chiedere maggiore chiarezza sui motivi che generano questo tipo di incidenti: «Non è la prima volta che durante lavori di scavo vengono procurati danni ai sottoservizi. Ritengo che sarebbe necessaria maggiore attenzione. Io, da cittadino, non riesco a spiegarmi com’è possibile che non venga individuata la posizione di una condotta portante dell’acquedotto, prima di far entrare in azione una escavatrice. Non credo che sia determinante individuare il colpevole di questa mancanza, però è determinante che per il futuro ci sia maggiore accortezza per non far pagare ai cittadini errori commessi da altri». pa. bar.

lunedì 31 maggio 2010

Piazzetta Trinchese parte il restyling benedetto da Sepe

FORCELLA: via ai lavori per l'immobile di piazzetta Trinchese

Via ai lavori di ristrutturazione nell’area di piazzetta Trinchese, una delle aree più degradate di Forcella. Un piccolo evento per gli abitanti del quartiere, al quale ha fatto sentire la sua vicinanza anche il cardinale Sepe, che ha benedetto i lavori. Soddisfazione è stata espressa anche dalla Municipalità. «Finalmente una ristrutturazione a Forcella», plaude l’assessore alla Vivibilità della Seconda Municipalità, Gianfranco Wurzburger, all’avvio dei lavori di ristrutturazione dello stabile in piazzetta Trinchese. «Forcella ha bisogno di segnali come questi - prosegue Wurzburger - il quartiere ha bisogno di un «volto nuovo» all’insegna della legalità e della trasparenza: ben venga quindi che i lavori siano il segnale della rinascita che da tempo attendiamo inquesta zona della città». «La presenza del cardinale – proseguono l’assessore alla Vivibilità Gianfranco Wurzburger e il consigliere Salvatore Castiello – ancora una volta nel nostro quartiere è un segno di viva speranza ad andare avanti e a credere in un riscatto possibile. Non possiamo dire altrimenti delle istituzioni centrali». Wurzburger punta il dito su Palazzo San Giacomo e spiega anche il perchè: «Aspettiamo l’assessore al Patrimonio D’Aponte che, da agosto scorso, aveva promesso di liberare Forcella dai ponteggi del terremoto del 20 novembre 1980. Siamo ancora in attesa di un suo intervento, nonostante le nostre molteplici sollecitazioni, purtroppo vico Croce Sant’Agostino e vico Tarallari sono ancora chiusi tra i tubolari a sostegno di due immobili di proprietà comunale». «Ancora una volta – conclude il consigliere della Municipalità, Salvatore Castiello - dobbiamo sottolineare che se non ci fosse stato il sollecito intervento del Capitolo della Chiesa Cattedrale, i cittadini di Forcella non avrebbero visto iniziare un restyling nel loro quartiere: Forcella resta sempre e solo teatro di chiacchiere elettorali e raramente punto di partenza di una vera rinascita per chi ha il dovere di amministrare questa città».

venerdì 9 aprile 2010

SUK - PIAZZA GARIBALDI

COMUNI: NAPOLI; WURZBURGER,20 QL RIFIUTI IN PIAZZA GARIBALDI

(ANSA) - NAPOLI, 9 APR - "Venti quintali di rifiuti sono

stati prelevati in piazza Garibaldi dall'Asia, grazie

all'intervento dei carabinieri della Compagnia di Napoli Stella,

dell'VIII Unità Operativa dei Vigili Urbani, dell'assessorato

alla Vivibilità della II Municipalità". Lo rende noto

Gianfranco Wurzburger, assessore alla Vivibilità della II

Municipalità.

"Si tratta di indumenti, cassette contraffatte e immondizia

di vario genere. Gli ambulanti abusivi sono stati fatti

allontanare e le forze dell'ordine hanno effettuato anche vari

fermi. E' stata fatta una 'operazione legalita'' - sottolinea

Gianfranco Wurzburger - ma siamo ormai alla decima edizione.

Questo perché appena le forze dell'ordine si allontanano, i

venditori di 'rifiuti' riprendono subito la propria postazione.

Ecco perché abbiamo chiesto all'Asia un presidio quotidiano e

costante: il prelievo non deve essere soltanto mattutino ma

ininterrotto". ciò garantirà la pulizia ed il controllo della

piazza. In questo ci affiancheranno sia i Carabinieri che la

Polizia Locale che presiederanno il territorio e che ringraziamo

per l'encomiabile lavoro di questa mattina".

"Piazza Garibaldi è il biglietto da visita della città per

turisti e per gli stessi napoletani. Cerchiamo di non

dimenticarlo - conclude Wurzburger - e di lavorare

congiuntamente perché la piazza non diventi ricettacolo di

immondizia e di vendite illegale di merci". (ANSA).

giovedì 8 aprile 2010

Crolla balcone, paura in via Depretis

Nessun ferito, passanti sfiorati dai calcinacci. Strada paralizzata per ore.

IL MATTINO - giu. co. 8 aprile 2010 -
Paura ieri mattina in via Depretis. Una pioggia di calcinacci è venuta già da un balcone ai piani alti di un antico edificio, terrorizzando i passanti. Il crollo si è verificato a meta mattina, quando la strada è particolarmente trafficata da auto, moto e mezzi pubblici. In pochi attimi si è diffuso il panico tra la gente, la cui attenzione è stata attirata dall'intonaco caduto dal cornicione di un palazzo. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e polizia municipale, che hanno presidiato l'area interessata per l'intera mattinata. Per fortuna non c'è stato nessun ferito. Solo tanto spavento e code di veicoli paralizzati per un paio d'ore in una zona già di per sé ad alta densità di traffico. A segnalare il cedimento improvviso sono stati alcuni passanti ed due centauri, che si sono visti «piovere» dall'alto pezzi di intonaco. Solo il tempestivo intervento di una squadra di pompieri e di una pattuglia di vigili urbani ha evitato che il crollo si potesse tramutare in tragedia per i passanti. Questi, infatti, sono stati appena sfiorati dai calcinacci caduti giù da un cornicione, prontamente spicconato dai vigili del fuoco. «Per fortuna si è trattato di un crollo di lieve entità - commenta Gianfranco Wurzburger, assessore alla Viabilità della II municipalità - ma bisognerebbe piuttosto porre attenzione alle numerose buche che invadono via Depretis e via Sanfelice, che la polizia municipale è costretta a presidiare ogni giorno per scongiurare incidenti». La situazione è tornata alla normalità soltanto a ora di pranzo.

La tragediaL’appello della moglie del 70enne ucciso da una moto in via Vespucci

ALTRO INCIDENTE IN VIA VESPUCCI
GIUSTIZIA PER LA MORTE DI MIO MARITO
IL MATTINO di Giuliana Covella - 7 aprile 2010 «Vorrei essere cittadina di Napoli senza dovermene vergognare, ecco perché rivolgo un appello a chi ha visto quella notte, affinché la morte di mio marito non sia stata vana. Voglio giustizia e la chiedo a Dio e agli uomini». Antonietta D’Urso, 55 anni, insegnante elementare, è la vedova di Carlo Longobardi, il 70enne morto nella notte tra venerdì e sabato in via Vespucci. L’uomo è stato travolto e ucciso da una Honda Transalp all’altezza del bar Ciottolo. Una morte quasi annunciata - è il caso di dire - dato che il pensionato raccomandava sempre alla moglie di stare attenta nell’attraversare. «Fai attenzione - mi ripeteva - perché quelli sfrecciano e ci prendono in pieno come birilli». Un destino beffardo che ha mietuto un’altra vittima poche sere fa in una strada che tutti definiscono killer. L’incidente in cui ha perso la vita Longobardi si è verificato intorno alle 1,40 di sabato notte. L’uomo aveva accompagnato la moglie sotto casa e aveva riportato l’auto in un garage privato in via Marina. Nell’attraversare, è stato falciato da una moto (in sella alla quale c’erano un 26enne e una 20enne) che percorreva la corsia preferenziale e che lo ha fatto balzare una cinquantina di metri più avanti. Inutili i soccorsi. «Quello che è accaduto a mio marito è assurdo - tuona la donna - non è possibile che nessuno abbia visto nulla e soprattutto che lungo quella strada si verifichino incidenti mortali periodicamente. Quello che chiedo alle istituzioni è di rendere sicura via Marina, perché noi cittadini non ci sentiamo tutelati. Nel mio caso non si tratta di una, ma di due vite spezzate, perché senza il mio Carlo non vivo più». Sposati da 17 anni, i due coniugi abitavano al Lavinaio. Sarto in pensione lui, maestra elementare lei, vivevano l’uno per l’altra. «Ricordo quando mi accompagnava al treno per andare a scuola tutte le mattine e mi salutava con un bacio. Avrei dovuto farlo conoscere ai miei alunni alla fine dell’anno scolastico. Ora non lo vedranno più». «Via Marina - polemizza Gianfranco Wurzburger, assessore alla Viabilità della II municipalità - è considerata una strada killer, ma il vero killer è chi dovrebbe metterla in sicurezza e non lo fa, cioè l’amministrazione centrale. Sono anni che chiedo videosorveglianza con autovelox, strisce pedonali con bande sonore e potenziamento dei semafori».

Napoli, parassiti-killer: abbattute le palme

Abbattute le palme di via Marina
IL MATTINO di Marisa La Penna - NAPOLI (7 aprile) - Cancellato ieri mattina l’ultimo scempio prodotto dal famigerato e famelico punteruolo rosso, il parassita killer che ha divorato la quasi totalità delle palme che ornavano le strade e i siti verdi più belli della città.Di buon’ora, una mezza dozzina di operai comunali, sono arrivati in via Marina, a bordo di grossi camion e armati di seghe elettriche e gru. E così, una dopo l’altra, hanno abbattuto quel che restava delle venti non più rigogliose piante che fino a un anno fa decoravano l’arteria che collega gli svincoli autostradali a piazza Municipio, biglietto da visita per chi arriva in città. Un intervento sollecitato più volte dall’assessore Gianfranco Wurzburger della II Municipalità che, polemico, stigmatizza l’operato dell’amministrazione che non ha disposto la rimozione dei tronchi e delle foglie lasciati nelle aiuole dopo l’intervento.In una nota Wurzburger scrive: «È certamente una battaglia vinta intempestivamente, visto che le nostre sollecitazioni agli organismi competenti risalgono al 12 novembre scorso, quando in una nota all’amministrazione chiedevamo di procedere alla rimozione delle palme ormai ammalate e infettate dal punteruolo rosso. Tuttavia, ancora una volta dobbiamo constatare che non è stato compreso né il nostro sollecito, né tanto meno il successivo decreto della Regione che ordina la rimozione delle palme infette perché dannose». «Le palme abbattute - continua Wurzburger - non sono state infatti “incappucciate” ma appoggiate alle aiuole attualmente presenti in via Marina mentre il decreto dice testualmente che ”la pianta deve essere messa in sicurezza con la completa copertura con film plastico o rete anti-insetto”». In ogni caso anche la pianta incappucciata deve rappresentare una misura temporanea perché il tronco reciso della palma, pur coperta dal telo, può rappresentare un pericolo per la pubblica incolumità. Per l’esponente della II Municipalità, insomma, l’intervento di ieri è stato assolutamente approssimativo. «Da cinque mesi discutiamo del punteruolo rosso in via Marina e delle palme da abbattere e nemmeno ora arriviamo ad una soluzione definitiva e valida nonostante ci sia un decreto regionale chiaro ed esaustivo. Tra l’altro ci sono ancora cinque palme in buono stato che potrebbero essere salvate» conclude l’assessore della II Municipalità. Da circa un anno le palme di via Marina erano il fantasma di loro stesse, con le foglie completamente ingiallite e nessun segno di vita che potesse fare sperare in una ripresa. Il punteruolo rosso le aveva uccise, una dopo l’altra. «Eppure, se si fosse intervenuti in tempo, forse la strage sarebbe stata risparmiata» dichiara l’assessore Silvana d’Ippolito della prima municipalità, che è stata tra i primi a segnalare l’arrivo del famelico parassita.La vostra opinione. In Villa Comunale e in viale Gramsci le 40 palme abbatute sono state sostituite da lecci; in Piazza Vanvitelli, da un lauro canfora, scelto dai cittadini con un sondaggio online sul sito del Comune. In via Marina e in altre zone della città (Viale Augusto, Quartieri Spagnoli, via Tasso, Piazza Carlo III, Barra e Ponticelli) non è stata presa ancora nessuna decisione.

mercoledì 24 febbraio 2010

Napoli, palme da abbattere Nuovi interventi contro il «punteruolo rosso»

NAPOLI (24 febbraio) IL MATTINO - Continua la «strage» di palme in città. Sull’ineffabile «punteruolo rosso», il parassita per il quale non si riesce a trovare un antidoto efficace, interviene la Regione con un proprio decreto.

L’asessorato all’Agricoltura nella delibera, indica una serie di prescrizioni ai Comuni della Campania e anche ai propritari delle palme, per razionalizzare i piani di abbattimento e cura e l’eventuale piantumazione di nuove essenze. A Napoli la situazione è particolatrmente grave, e gli abbtimenti delle piante continuano. Da Fuorigrotta alla Villa comunale, ma anche su via Marina.

«Il decreto della Regione a proposito del punteruolo rosso che infesta molte delle palme cittadine è sicuramente un fatto positivo ma le nostre sollecitazioni agli organismi competenti risalgono al 12 novembre scorso».

Così Gianfranco Wurzburger, assessore alla Vivibilità della II Municipalità. «In quella data abbiamo scritto una lettera - spiega - nella quale testualmente chiedevamo a margine della ripresa dei lavori di riqualificazione di via Marina, specificatamente del tratto di marciapiede compreso tra via Catari a S. Eligio e piazza Carmine, di procedere alla rimozione delle palme ormai ammalate e infette dal punteruolo rosso».

«Sarebbe stato un controsenso riqualificare tali aiuole, lasciando inalterato lo stato delle essenze arboree che, oltre ad essere ammalate, erano esteticamente sgradevoli - conclude - Giunge, perciò, a proposito il decreto nel quale si specifica in maniera inequivocabile la gravità della malattia delle nostre palme».

martedì 23 febbraio 2010

Bene decreto su punteruolo rosso!

COMUNI:NAPOLI; WURZBURGER, BENE DECRETO SU PUNTERUOLO ROSSO


(ANSA) - NAPOLI, 23 FEB - "E' di ieri il decreto della

Regione Campania a proposito del punteruolo rosso che infesta

molte delle palme cittadine. Ma le nostre sollecitazioni agli

organismi competenti risalgono al 12 novembre scorso". Lo

sottolinea, in una nota, Gianfranco Wurzburger, assessore alla

Vivibilità della II Municipalità.

"In quella data abbiamo scritto una lettera - spiega - nella

quale testualmente chiedevamo a margine della ripresa dei lavori

di riqualificazione di via Marina, specificatamente del tratto

di marciapiede compreso tra via Catari a S. Eligio e piazza

Carmine, di procedere alla rimozione delle palme ormai ammalate

e infette dal punteruolo rosso". "A nostro giudizio, sarebbe

stato un controsenso riqualificare tali aiuole, lasciando

inalterato lo stato delle essenze arboree che, oltre ad essere

ammalate, erano esteticamente sgradevoli - conclude - Giunge,

perciò, a proposito il decreto nel quale si specifica in

maniera inequivocabile la gravità della malattia delle nostre

palme". (ANSA).

sabato 6 febbraio 2010

Scoppia la "guerra dei cassonetti



Una battaglia urbana con i bidoni della spazzatura che viaggiano lungo i marciapiedi, perché nessuno vuole i rifiuti davanti a casa. Così si creano discariche a cielo aperto. Scatta il blitz del Comune ai Quartieri. E i contenitori vengono ancorati con paletti piantati nell'asfalto
di Cristina Zagaria - Repubblica

È la guerra dei cassonetti. Una guerra fatta di migrazioni, trasferimenti, assembramenti e sparizioni. Una battaglia urbana con i cassonetti che viaggiano lungo i marciapiedi e lì dove si concentrano danno vita a discariche a cielo aperto. Nessuno vuole l´immondizia sotto il portone di casa e nottetempo i cassonetti sgraditi vengono spostati davanti a casa del vicino. E così via.


Ma mercoledì è scattata la prima controffensiva per ristabilire l´ordine ai Quartieri Spagnoli. Maxi blitz. In campo II Municipalità e Comune, ma anche vigili e carabinieri, per riportare i cassonetti al loro posto e blindarli con un recinto di paletti piantati nell´asfalto. Le operazioni sono durate dalle sei del pomeriggio alle due e mezza di notte. In strada con l´Asia, l´assessore all´Igiene, Paolo Giacomelli, e l´assessore alla vivibilità della II Municipalità Gianfranco Wurzburger, con il consigliere Raffaele Mazzocca.

La squadra di tecnici, con la scorta delle forze dell´ordine, è partita da via Pasquale Scura, dove proprio sotto le finestre di un asilo da mesi sono stati ammassati sei cassonetti, diventati il cuore di una discarica. Tra l´immondizia, amianto, un´auto, una vespa, elettrodomestici, letti e interi mobili.

Bonificata via Pasquale Scura sono state coinvolte le strade limitrofe: via del Formale, vico Paradiso, vico Rosario a Porta Medina. Sono stati piazzati sei cassonetti con i paletti in tutte le strade e rimossi oltre 40 paletti abusivi, tra le proteste dei residenti. Anche se c´è anche un folto gruppo di cittadini che chiede ordine e controllo.

«Via Pasquale Scura è da anni una discarica a cielo aperto - spiega Annunziata Martusciello, residenti in via Scura 41 - Quando inaugurarono il nido portai io stessa il sindaco a vedere gli 11 cassonetti sotto le finestre dei bambini, ma da tre anni quest´angolo non trova pace. Ci vengono a buttare di tutto e così noi dobbiamo subire i rifiuti di tutto il quartiere, che non vuole la spazzatura sotto casa».

Infatti, già ieri uno dei sei cassonetti sistemati era sparito. Ma Wurzburger, operai, vigili e carabinieri sono tornati sul posto per un nuovo controllo. «Via Pasquale Scura è l´inizio - dice Wurzburger - vogliamo estendere l´operazione a tutti i Quartieri e poi passare a Forcella, dove davanti alla chiesa di Sant´Agrippino c´è un concentramento di otto cassonetti». Analogo allarme all´incrocio tra via Agostino Depretis e piazza Bovio, proprio in prossimità del cantiere della metropolitana e tra corso Arnaldo Lucci e via Marina, dove ogni quindici giorni si trovano file di 10-15 cassonetti, trasportati da tutta la zona circostante.

mercoledì 27 gennaio 2010

Testimoni della legalità

Vita Pastorale

ASSESSORE TRA I PELLEGRINI

Gianfranco Wurzburger dal 1987 va a Lourdes. Un passato e un presente in politica; un passato e un presente con l’Opera napoletana pellegrinaggi. La sua presenza a Lourdes inizia per caso, poi "l’innamoramento" e il desiderio di tornarci sempre, anche più volte durante l’anno, per rinnovare l’incontro con Maria, per "ricaricarsi" alla Grotta di Massabielle. Neo-assessore alla vivibilità alla II Municipalità di Napoli, riesce a conciliare l’impegno politico con la presenza a Lourdes. «Sin da ragazzo», dice, «ho avuto una formazione da cattolico impegnato in politica. I miei percorsi politici si sono basati sugli insegnamenti di don Sturzo e De Gasperi: essere sempre al servizio del prossimo e lavorare concretamente per restituire, nel mio caso, vivibilità alle strade, ai quartieri, alle famiglie, alla città. Non è semplice lasciare la propria attività politica e istituzionale, staccare con tutti quelli che ti contattano per cercare un aiuto, un sostegno, un intervento nel proprio quartiere. Ma è importante creare un momento tutto proprio, per ritrovare il contatto con la Madonna e con Lourdes».

"Tenere le lampade accese": è il tema del pellegrinaggio a Lourdes di quest’anno. Un invito a mantenere accesa la luce della speranza anche a Napoli, città complessa. Eppure i napoletani sono sempre pieni di speranza. «Noi come politici», dice Gianfranco, «dobbiamo fare in modo che questa speranza sia tenuta viva realizzando nel concreto ciò di cui i napoletani hanno diritto: una città pulita, sicura, accogliente. Le richieste della gente sono legittime: i napoletani cercano la normalità. Certo c’è bisogno del contributo degli stessi cittadini e di un senso civico più sviluppato. Ma come amministratori dobbiamo lavorare perché la stessa municipalità abbia un ruolo forte e di governo, con l’appoggio dell’amministrazione centrale per far decollare tutte le deleghe. Solo così potremo lavorare meglio e tenere accese le lampade della speranza nei nostri quartieri».

r.b.