domenica 16 novembre 2008

Sant’Agostino alla Zecca per il restauro 1,6 milioni


Il piano del governo: riaprire la chiesa entro il 2009


L’invito
Il Comitato al ministro dei Beni culturali: venga a vedere il cantiere


GERARDO AUSIELLO - IL MATTINO - Un milione e 600mila euro. È la cifra stanziata dal governo Berlusconi per il restauro della storica chiesa di Sant’Agostino alla Zecca, chiusa da 28 anni. I fondi serviranno per completare i lavori del tetto e della facciata, pesantemente danneggiati dal terremoto del 23 novembre 1980. Da allora è iniziato il calvario del tempio, uno dei più belli di Napoli, la cui ristrutturazione è andata avanti a singhiozzo per mancanza di finanziamenti e lungaggini burocratiche. Fino alla decisione di questi giorni del premier Silvio Berlusconi e del ministro Sandro Bondi, che si sono impegnati per l’imminente riapertura. «Siamo lieti - hanno spiegato giovedì durante la visita in città - di poter contribuire al recupero di un luogo così significativo per i napoletani». Non è escluso, inoltre, che lo stesso Bondi possa tornare all’ombra del Vesuvio nei prossimi giorni per seguire le operazioni di restyling che dovrebbero concludersi nel 2009: a spingere per il sopralluogo dell’esponente del governo e di una delegazione di parlamentari è il Comitato Sant’Agostino che fin dall’inizio segue le sorti della chiesa immersa nel degrado. Sono in corso contatti con la sovrintendenza e il ministero dei Beni culturali per tenere l’iniziativa proprio il 23 novembre, giorno dell’anniversario del terremoto dell’80. «Le dichiarazioni di queste ore ci confortano - spiegano Salvatore Castiello e Gianfranco Wurzburger, promotori del Comitato che ha anche realizzato un gruppo su Facebook - Speriamo che non passi troppo tempo per rivedere aperta Sant’Agostino e che si provveda contestualmente alla sua vigilanza, cura, pulizia. La gente di Forcella ha bisogno di segnali attendibili di vicinanza da parte del governo, di concretezza e rinascita del territorio. Tutelare i monumenti può essere una risorsa per Forcella. Puntiamo sulla cultura, la vera svolta per Napoli». Nel corso degli anni la chiesa si è trasformata in un cantiere: è infatti impossibile entrare dall’ingresso principale, bisogna salire in ascensore da un portone del corso Umberto. È un cantiere dal quale da tempo sono state tolte le opere d’arte superstiti trasportabili. Restano gli affreschi di Giacinto Diano, il pulpito in marmo di Porto Venere e ancora le tombe del musicista settecentesco Niccolò Jommelli e del servo di Dio, Giovan Battista Jossa, usciere del Tribunale ai tempi di Murat. Il finanziamento dell’esecutivo non basterà, invece, per il restauro del campanile e delle catacombe, dove c’è la cripta con le ossa venerate (come si faceva alle Fontanelle) e dove negli anni Ottanta furono trovate armi dei clan della camorra. Intanto sul Filangieri le acque restano agitate dopo lo scontro a distanza tra Bondi e il sindaco Rosa Russo Iervolino. «Il museo, di proprietà degli eredi Filangieri - spiega l’assessore comunale alla Cultura Nicola Oddati - è chiuso al pubblico dal ’99 ma è considerato a tutti gli effetti un bene della città». Così l’Amministrazione stanzia annualmente un contributo di 200mila euro per il personale e la sorveglianza della struttura. Il problema è che il cronologico dei pagamenti procede a rilento a causa della scarsa liquidità dell’ente (da qui l’invito del primo cittadino al ministro Giulio Tremonti a sbloccare i 100 milioni di euro previsti per Palazzo San Giacomo) e il ritardo accumulato è di circa un anno e mezzo. «Nei prossimi giorni concederemo al conte Gianpaolo Leonetti, direttore del Filangieri, un’anticipazione di 60mila euro sulla somma dovuta. Siamo poi in attesa che la Regione approvi il progetto di ristrutturazione del museo grazie ai fondi europei. Così potrà essere nuovamente visitabile».

venerdì 14 novembre 2008

BATTAGLIA VINTA!!!


BENI CULTURALI:COMITATO,VINTA BATTAGLIA PER S.AGOSTINO ZECCA

(ANSA) - NAPOLI, 14 NOV - "C'é l'annuncio ufficiale: il
ministro Bondi ieri a Napoli ha annunciato l'impegno del Governo
allo stanziamento di fondi per il restauro della chiesa di S.
Agostino alla Zecca. Come 'Comitato S. Agostino' non possiamo
che esultare perché la nostra battaglia sembra vinta": è il
commento di Salvatore Castiello e Gianfranco Wurzburger che
dalla chiusura della storica chiesa trecentesca avvenuta nel
1980, a seguito del terremoto, sottolineano di aver avviato
"una battaglia senza fine per la riapertura del monumento".
Il comitato, costituitosi all'indomani della chiusura della
chiesa di Forcella, ha avviato diverse proteste: da cartoline
spedite all'allora ministro Buttiglione per sensibilizzare
l'opinione pubblica, a plotter trilingue (italiano, inglese e
napoletano) che spiegavano la storia della chiesa a turisti e
passanti per sollecitare un'offerta-simbolo per la riapertura
del monumento.
"Le dichiarazioni del ministro Bondi ci confortano. Speriamo
che non passi troppo tempo per rivedere aperta S. Agostino e che
si provveda contestualmente alla sua vigilanza, cura, pulizia:
la gente di Forcella - dicono Castiello e Wurzburger - dopo
tutti questi anni ha bisogno di segnali attendibili: segnali di
vicinanza da parte del Governo centrale, segnali di concretezza
e di rinascita per il territorio. Ma anche di attenzione alla
salvaguardia del suo patrimonio da cui può derivare anche una
vera e propria rinascita del quartiere: tutelare i monumenti
può essere una risorsa per Forcella.
Puntiamo sulla cultura, la
vera svolta per Napoli". (ANSA).

mercoledì 5 novembre 2008

Via Marina lite tra Comune e impresa

Repubblica — 02 novembre 2008 pagina 7 sezione: NAPOLI

Una perizia che manca, un visto della sovrintendenza e pagamenti in ritardo. Nuovo giallo per il cantiere di via Marina, con una pesante denuncia dalla ditta capofila dell' Ati che ha vinto l' appalto. «Aspettiamo da luglio una perizia, con il visto della sovrintendenza e dell' Anm per portare avanti i lavori, una perizia costata 400 mila euro, ma non arriva, come non arrivano i pagamenti. Così rischiamo di perdere i fondi europei che scadono a fine anno». è duro William Di Cesare, l' imprenditore romano a capo del grande cantiere di via Marina. Di Cesare chiede al Comune un risarcimento danni di 12 milioni di euro. «Non è una cifra casuale - spiega l' imprenditore - ma è il conto matematico delle mancate contabilizzazioni, dei fermi di cantiere, della mancata produzione». Palazzo San Giacomo minimizza, anche perché per i fondi europei c' è una proroga fino a febbraio 2009, dicono fonti vicine al Commissario per il traffico. «E poi non è possibile consegnare subito tutte le aree, altrimenti si blocca la città - spiega Gianfranco Wurzburger, assessore alla Viabilità della II Municipalità - . Per quanto riguarda i pagamenti la ditta che lavora in via Marina ha già ricevuto tre avanzamenti dei lavori per un milione e 400mila euro e a giorni avrà il quarto; ci sono ditte che il Comune di Napoli paga addirittura dopo 18 mesi». Di Cesare risponde con un appello al presidente degli industriali napoletani: «Non è una buona motivazione dire che le altre ditte vengono pagate dopo un anno e mezzo, perché se è vero è da denunciare pubblicamente. Per legge il pagamento deve essere a trenta giorni». Per ora il cantiere va avanti. «Ma tra un mese avremo finito e allora che succederà se non arriva l' ok della Soprintendenza e il Comune non ci consegna le aree?».

Via Marina, stop ai lavori: lite ditta-Comune


A rischio il completamento del restyling. In via Colombo pedone travolto e ucciso da un motociclista invalido


IL MATTINO - 01.11.08

FABIO JOUAKIM I mezzi della ditta, ieri mattina, lavoravano regolarmente ai marciapiedi. Ma il futuro è nero. L’Ati di imprese che sta operando in via Marina, capeggiata dalla Di Cesare, chiede al Comune circa 12 milioni di euro di danni per i mancati introiti. E manca ancora un enorme tratto di strada all’appello, nonostante il termine degli interventi fosse previsto ormai da un pezzo: le aree sono state consegnate già a giugno del 2007. Intanto un’altra tragedia della strada è avvenuta in serata in via Cristoforo Colombo: vittima un pedone di 67 anni travolto da uno scooter il cui guidatore - un invalido - ora è ricoverato in gravissime condizioni al Loreto mare. L’anziano, Salvatore Greco, stava attraversando e si trovava sulla corsia preferenziale quando è stato travolto dal mezzo guidato da un centauro sui 30 anni proveniente dal centro e diretto verso Portici. È stato subito chiaro che per Greco, napoletano residente a San Giorgio a Cremano, non c’era niente da fare. Preoccupanti le condizioni dell’investitore, politraumatizzato, che non aveva documenti addosso. Dai primi rilievi degli agenti della polizia municipale risulterebbe che il pedone (forse diretto alla fermata del bus per rientrare a casa) non stava attraversando sulle strisce e che il motociclista, un invalido, non procedeva affatto a velocità sostenuta. Ma le indagini continuano. Tornando a via Marina, c’è il serio rischio che i lavori non vengano completati entro la scadenza prevista del 31 dicembre, con l’Unione europea che potrebbe riprendersi i fondi non impiegati. Nonostante l’appello del sindaco Rosa Russo Iervolino, che due settimane fa aveva chiesto una rapida risoluzione della vicenda, considerata l’importanza per i napoletani - e per chi arriva dalla provincia - di un asse viario strategico come via Marina, mancano ancora i lavori alle corsie ordinarie e alla preferenziale nel tratto via Duomo-Carmine e la riqualificazione della zona di Portosalvo. Nella telenovela cominciata quasi due anni fa, e della quale non si intravede ancora la soluzione, le posizioni sono ben definite. Da un lato le imprese, con il capofila William Di Cesare che sottolinea: «Tra due settimane finiremo la lavorazione ai marciapiedi, e non sappiamo in seguito dove dovremo intervenire. Il Comune non ci consegna le aree». Così, continua Di Cesare, «c’è il rischio che non vengano rispettate le scadenze. E se fino ad ora c’è la copertura finanziaria, figuriamoci dopo il 31 dicembre, con il rischio che l’Unione europea si riprenda i fondi non impiegati». Gianfranco Wurzburger, assessore della seconda municipalità, non nasconde la sua sorpresa. «So che sono stati ottenuti due mesi di proroga - dice - perché si tratta di lavori in stato di completamento. E comunque non credo che l’impresa debba lamentarsi troppo, visto che è l’unica che viene pagata dal commissario straordinario entro 45 giorni, rispetto ai diciotto-ventiquattro mesi delle altre imprese che lavorano con il Comune».

venerdì 31 ottobre 2008

lunedì 27 ottobre 2008

domenica 26 ottobre 2008

SALVA L'ITALIA


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25 ottobre 2008 - manifestazione nazionale PD