venerdì 28 agosto 2009

Forcella: l'incubo dei crolli - palazzi puntellati dal terremoto del 1980

Vivere a Forcella con l' incubo dei crolli
Repubblica — 01 agosto 2009 pagina 1 sezione: NAPOLI

NINO, 8 anni, gioca tra i tubi Innocenti arrugginiti. Giovanna, 81, a casa sua non vede più il sole da trent' anni. E c' è un uomo nel vicolo che raccogliee conservai bulloni che cadono dalle impalcature: «Faccio la collezione, così quando moriremo tutti, troveranno il mio tesoro e sapranno che è stata colpa dell' indifferenza». Forcella, vico Croce Sant' Agostino: quaranta famiglie vivono intrappolate dai puntelli montati dopo il terremoto del 1980. Nel vicolo di fronte è nato Nino Taranto. In quello accanto Bud Spencer. Siamo nel cuore di Napoli. Da 29 anni i palazzi a rischio e le impalcature cadono a pezzi insieme, tra furti e crolli. L' ultimo 48 ore fa, in un palazzo di proprietà del Comune. «STAVO stendendo i panni - racconta Patrizia Ferrara - Ho sentito cadere delle pietre e pensavo fossero i colombi. Poi un boato e una nube di polvere che è salita fino al terzo piano. Tremava tutto». Sono crollati tre solai e alcuni calcinacci. Il palazzo è in stato di abbandono. E a rendere ancora più minacciosa la sua stabilità è una costruzione privata abusiva di almeno due piani, con tanto di parabolica sul tetto, che preme sull' edificio. I vigili del fuoco hanno fasciato il palazzo con nuove transenne e hanno chiuso il tratto di vicolo che sbocca su piazza Salvatore Trinchese. «Così siamo intrappolati. Non abbiamo vie di fuga», spiega la signora Ferrara, mimando la trappola. L' uscita di fronte, quella che dà su via Forcella, è chiusa per tre quarti da altre impalcature. Identica foresta di tubi in vico Tarallari. «In casa con me vivonoi miei tre figlie 11 nipoti che giocano trai tubi come bimbi in gabbia - sull' uscio di casa fa capolino Giulia D' Alpino - Se qui crolla un palazzo crollano tutti». Molti dei puntelli sono così consumati dalla ruggine che non poggiano più per terra, ma sono vertiginosamente sospesi nel vuoto. E i tubi sani invece ci pensano i ladri a farli sparire. Ma l' angoscia non è solo quella dei crolli. Nei ruderi ci sono carcasse di cani e gatti morti, colombi, scarafaggi. Tombini e finestre sono coperti con le reti. Una crepa del marciapiede è stata murata alla ben meglio con un vecchio tappeto e tre sassi, per impedire ai topi di uscire. E tutto diventa normale. «Ho messo una tettoia sull' uscio perché cadevano pezzi di intonaco - racconta Giovanna Mendozza, 81 anni, seduta su una sedia di plastica sotto una capriata di tubi - Non ho un altro posto dove andare. Qui sono nata e qui morirò, senza più vedere il sole». Nel vicolo l' aria è immobile. E il caldo preme dall' alto. Anche in vico Taralli su un palazzo pericolante è stato costruito un attico abusivo, con terrazzo e lampioncini: «Lì fu ucciso Eduardo Bove, il boss», mormora il vicolo. Bove, ammazzato nel 2005, era il referente dei Mazzarella. Se il Comune è latitante, qui i clan hanno lasciato il segno con le costruzioni abusivee la vecchia cappella della Madonna, fatta costruire dal "re", Luigi Giugliano. Sul palazzo del Comune franato giovedì è stata affissa una mail con una dettagliata segnalazione di pericolo della II Municipalità, a firma del consigliere Salvatore Castiello e dell' assessore Gianfranco Wurzburger, dell' 11 giugno. «La gente di Forcella più volte ha denunciato i pericoli, sottolineando anche la costruzione di alcune costruzioni abusive e manifestano il cambiamento di mentalità - denunciano Wurzburger e Castiello - Bisogna rimuovere i tubolari che ormai esistono soltanto in questa zona della cittàe ristrutturare gli edifici con i fondi per il centro storico». La risposta sintetica dell' assessore al Patrimonio è del 15 giugno. «Ho informato la direzione patrimonioe logistica - spiega oggi l' assessore Marcello Da Ponte - Purtroppo l' abuso edilizio è di un privato. Abbiamo diffidato i proprietari». «E allora ci lasciano morire? - si chiedono le 40 famiglie del vicolo - Ad ogni crollo transennano un nuovo pezzo di strada, alla fine ci mureranno vivi dentro casa». - CRISTINA ZAGARIA

Crollo in Vico Croce a S. Agostino - Forcella

Crolli a Forcella, interviene il Comune
Repubblica — 05 agosto 2009 pagina 8 sezione: NAPOLI

IL PALAZZO del Comune in vico Croce a Sant' Agostino, nel cuore di Forcella, entra nella lista dei primi dieci interventi urgenti dell' assessorato al Patrimonio. Il palazzo a cinque piani è puntellato con i tubi innocenti (ormai arrugginiti) dal terremoto dell' 80. La settimana scorsa c' è stato un crollo improvviso di solai e calcinacci e i vigili del fuoco hanno transennato l' intero isolato, chiudendo l' uscita che sbocca su piazza Salvatore Trinchese e scatenando le proteste dei residenti. «Così siamo intrappolati. Non abbiamo vie di fuga. L' uscita di fronte, quella che dà su via Forcella, è chiusa per tre quarti da altre impalcature», denunciano i cittadini preoccupatie arrabbiati. Off-limits anche in vico Tarallari. Una trappola di tubi, palazzi non agibili e abitazioni, in cui vivono 40 famiglie. L' assessore al Patrimonio, Marcello D' Aponte dopo l' ultimo crollo e le proteste di Forcella ha chiesto ai suoi tecnici un sopralluogo e una relazione. «In bilancio quest' anno abbiamo strappato un milione e mezzo di euro da destinare alla messa in sicurezza dei ruderi - spiega l' assessore al Patrimonio - È pochissimo, lo so bene, ma è già qualcosa, se si considera che nel 2008 i fondi destinati a questo settore erano pari a zero euro». Con il milione e mezzo a disposizione D' Aponte vuole intervenire su 10 casi urgenti. «E tra questi ci sarà sicuramente anche Forcella» assicura. I tempi? «Mi impegno ad avviare le pratiche entro settembre, ovviamente ricordando e tenendo conto che a complicare la stabilità del palazzo comunale di vico Croce a Sant' Agostino c' è anche un abuso edilizio. Ma per quanto ci compete, ci impegneremo con tutte le risorse economiche e le forze possibili». Nella relazione consegnata ieri nelle mani di D' Aponte il dirigente della Protezione civile, l' architetto Marianna Cerillo, sottolinea: «Il fabbricato al civico 20 di vico Croce a Sant' Agostino, di proprietà comunale, si presenta abbandonato e in vetuste condizioni». In particolare, dalle verifiche effettuate «si riscontra il crollo parziale di alcuni solai, un datato quadro fessurativo diffusoe generalizzato e fenomeni di schiacciamento alle murature in corrispondenza di sopraelevazione di recente edificazione». In altre parole, crolli, crepe, muri schiacciati. I tecnici del Comune hanno diffidato i proprietari della casa abusiva e i vigili urbani del nucleo antiabusivismo hanno anche sequestrato l' edificio. Ma la situazione rimane ad alto rischio. Infatti il dirigente della protezione civile ricorda all' assessore che «in attesa delle opere di messa in sicurezza, l' area è stata transennata» e dal 30 luglio c' è una pattuglia di polizia municipale 24 ore su 24. L' informativa è stata girata a tutti i servizi tecnici competenti, dall' antiabusivismo al servizio sicurezza abitativa. «Bisogna rimuovere i tubolari che ormai esistono soltanto in questa zona della città e ristrutturare gli edifici con i fondi per il centro storico», intervengono il consigliere Salvatore Castiello e l' assessore Gianfranco Wurzburger della II Municipalità, che da mesi stanno seguendo la vicenda di vico Croce a Sant' Agostino, in prima persona. «Siamo contenti che l' assessore abbia inserito Forcella tra i 10 interventi urgenti - concludono Castiello e Wurzburger - Vigileremo con le 40 famiglie di Forcella che sia veramente così». - cristina zagaria

SFRATTO A MAMALUK, la signora di topi

Sfratto a Mamaluk, la signora dei topi il Comune ripulisce le torri aragonesi
Repubblica — 27 agosto 2009 pagina 4 sezione: NAPOLI

MAMALUK, la "signora dei topi", è stata sfrattata per l' ennesima volta dalle torri aragonesi di via Nuova Marina. Ieri mattina la quarantaseienne di origine tunisina, che da anni condivide con i ratti un materasso di stracci, si è immediatamente allontanata dietro richiesta degli agenti della polizia municipale coordinati dal tenente Alfredo Maraffino. Gli operatori dell' azienda Asia hanno impiegato oltre un' ora per rimuovere e caricare su due autocarri circa mezzo quintale di suppellettili e rifiuti accumulati dalla donna alla base delle torri. Dopo lo sgombero, la Napoli Servizi ha provveduto alla derattizzazione e alla bonifica dell' intera zona. Una pianta di grosse dimensioni e alcuni new jersey - dissuasori in plastica riempiti d' acqua - sono stati posti sulle mura-giaciglio dalla direzione Giardini, al fine di evitare che l' area venga nuovamente occupata. «Non sarà certo la bonifica a risolvere il problema - ha dichiarato in una nota Gianfranco Wurzburger, assessore alla Vivibilità della II Municipalità - gli interventi di pulizia eseguiti non si contano. È necessario tutelare la salute di ogni essere umano». Mamaluk ha mostrato infatti segni di squilibrio nervoso. Sposata con un italiano, che pare l' abbia avviata alla prostituzione, ha vissuto per diverso tempo nella zona di piazza Mercato. Sottrattasi ai presunti maltrattamenti del marito, da almeno dieci anni girovaga tra via Marina e piazza Garibaldi, rifiutando il ricovero presso strutture comunali. «Mamaluk ha bisogno di cure e assistenza psicologica - ha concluso Wurzburger- abbiamo sollecitato l' Asl a intervenire anche in modo coatto, così come prevede la legge per chi rifiuta le cure mediche. Probabilmente dopo l' intervento di questa mattina torneràa dormire alle torri aragonesi». L' unità mobile dell' assessorato alle Politiche sociali, presente al momento dello sgombero, nel luglio scorso ha sottoposto la questione al consolato tunisino, che si è detto disponibile a far rimpatriare la donna, qualora ce ne siano i presupposti. - ANNA LAURA DE ROSA

mercoledì 26 agosto 2009

BONIFICA TORRI ARAGONESI, WURZBURGER: RISPETTO PER MAMALUK

RIFIUTI: WURZBURGER, BONIFICA NON RISOLVE PROBLEMA TORRI


(ANSA) - NAPOLI, 26 AGO - "L'hanno chiamata la 'signora dei
topi': in realtà il suo nome è Mamaluk ed il problema delle
Torri Aragonesi non è di questi giorni ma lo denunciamo da
anni". Lo dice Gianfranco Wurzburger, assessore alla
Vivibilità della II Municipalità, a proposito della
derattizzazione e della disinfezione eseguita dall'Asia questa
mattina in via Marina, nel corso della quale è stata trovata
una donna tunisina di 46 anni.
"Non sarà certo la bonifica dello spazio occupato da
Mamaluk a risolvere il problema - continua Wurzburger - gli
interventi di pulizia fatti non si contano. Invece è necessario
tutelare la salute di ogni essere umano".
"Nel caso specifico della donna tunisina che
dispregiativamente e senza alcun rispetto - prosegue l'assessore
- viene chiamata 'la signora dei topi' non si tiene in
considerazione che ha subito ogni genere di sventura, che è
madre di figli in terra straniera, che è abbandonata a se
stessa".
"Più volte - conclude Wurzburger - abbiamo sollecitato
l'Asl ad intervenire anche in modo coatto, così come prevede la
Legge per chi rifiuta le cure mediche. Mamaluk ha bisogno di
cure e di assistenza socio-psicologica, questo è un caso da
'Trattamento Sanitario Obbligatorio'. Probabilmente dopo
l'intervento di questa mattina, Mamaluk tornerà di nuovo a
dormire alle Torri Aragonesi: è l'unica realtà che comprende,
é l'unica 'casa' che conosce. Spetta a noi lavorare,
congiuntamente, per evitare che ciò accada e che Mamaluk non
torni ad essere la 'signora dei topi'". (ANSA).

martedì 28 luglio 2009

LA MOVIDA LA VIOLENZA

LA MOVIDA LA VIOLENZA IL MATTINO 27 LUGLIO 2009
ADOLFO PAPPALARDO Una doppia aggressione. Odiosa, vigliacca perché di chiaro stampo razzista: due gruppi di adolescenti, tra cui alcune ragazze, si accaniscono contro due extracomunitari in due diversi raid. Li picchiano selvaggiamente e scappano via. A piedi, in piazza Vittoria, addirittura in un bus dell’Anm, nella vicina via Arcoleo. È la nuova follia dei quindici-sedicenni che decidono così di dare un calcio alla noia nei fine settimana: individuano la vittima, la colpiscono, e scappano via. Non se ne sa nulla, in genere, perché le vittime, spesso non in regola con i permessi di soggiorno, non fanno denuncia. Ieri notte, invece, è una pattuglia dei vigili urbani a soccorrere i due malcapitati. Ma dei baby-balordi, nessuna traccia. Sono le 22.30 quando due agenti della III sezione motociclisti in normale servizio di pattuglia vengono fermati da una coppia di italiani che gli si parano davanti a piazza Vittoria. Una manciata di secondi prima prima, raccontano, hanno visto una decina di ragazzini accanirsi con un extracomunitario. I caschi bianchi riescono solo a vedere 4-5 ragazzi scappare e un uomo a terra, dolorante e con la faccia insanguinata. Ha appena 19 anni e viene dallo Sri Lanka. Non è un venditore ambulante, lavora presso una famiglia ed è naturalizzato italiano. E agli agenti increduli inizia a spiegare come è stato accerchiato da una decina di ragazzi e picchiato con calci e pugni. Prima al volto e poi, quando a terra ha cercato di farsi scudo alla testa con le mani, si sono accaniti con calci resto del corpo. Assurdo, bestiale pensano gli agenti. Un’autoambulanza carica il diciannovenne e i due caschi bianchi pensano che sia finita lì. E invece, sono passati una quindicin di minuti, fanno pochi metri, percorrono via Arcoleo, e prima del tunnel riescono a vedere un altro gruppo che picchia un ragazzo a terra prima di salire sul 601 che riparte tranquillamente verso piazza Municipio. Lanciano l’allarme via radio e si fermano a prestare soccorso a un ragazzo di 28 anni del Bangladesh a terra mentre due connazionali iniziano a tamponargli con un fazzoletto alcune ferite al volto: ha il labbro spaccato e un occhio pesto. Il racconto è identico al precedente nella sua follia: i tre stavano ad attendere il bus per tornare a casa dopo una giornata a vendere chincaglierie quando dal bus sono scesi una decina di ragazzi, tra cui tre ragazze. Tutti insieme si sono accaniti contro Akramil, pestandolo. Senza dire nulla, solo lanciando urli incomprensibili, raccontano ancora choccati i tre ragazzi agli due increduli agenti, costretti a chiamare rinforzi. Dei ragazzi, purtroppo, nessuna traccia se non la follia di una domenica sera in pieno centro anche se gli agenti ipotizzano ad un unico gruppo. Intanto è allarme-movida anche nel centro storico dopo la decisione del comune, a seguito delle rimostranze degli esercenti, di procrastinare di un’ora l’apertura notturna dei locali di un’ora (alle 3 nei fine settimana). «L’amministrazione deve fare marcia indietro: la movida non può rovinare la vita di chi abita nel centro storico», attacca Gianfranco Wurzburger, assessore della seconda municipalità che torna in campo in difesa degli abitanti di piazza San Domenico Maggiore e dintorni che hanno creato un comitato e minacciano perfino di denunciare il sindaco e il comune.

venerdì 3 luglio 2009

ORDINANZA MOVIDA, WURZBURGER: «NESSUNA MODIFICA. L’ORDINANZA TUTELA TUTTI»

MOVIDA:NAPOLI;LUNEDI' VERTICE PER CONFRONTO SU ORDINANZA


(ANSA) - NAPOLI, 3 LUG - "Lunedì prossimo è stato
annunciato dall'assessorato competente un incontro con i
commercianti per discutere dell'ordinanza sulla movida, relativa
al centro storico in seguito alle proteste e alle critiche di
questi ultimi giorni. Critiche immotivate e ingiustificate per
un'ordinanza che ha lo scopo di regolamentare la chiusura dei
negozi nel rispetto dei cittadini, dei commercianti e
nell'interesse dei turisti". Lo annuncia l'assessore alla
Vivibilità della II Municipalità Gianfranco Wurzburger.
"Le critiche dei commercianti ci sembrano alquanto
pretestuose: si parla di "vessazione dei vigili urbani" che -
al contrario - sono gli unici ad aver fatto rispettare
un'ordinanza che intende semplicemente rendere Napoli una città
più civile che tutela ogni categoria e gli stessi giovani. Non
si vuole penalizzare nessuna categoria, né proibire la vita
notturna, ma invitare i ragazzi a rispettare anche la pace
altrui: ecco tutto".
"Tra l'altro - prosegue l'assessore alla Vivibilità - ci
stupisce che soltanto ora i commercianti promettano e decidano
di farsi promotori di organizzare "eventi una sera a settimana,
a proprie spese, nelle piazze del centro storico" in cambio di
una modifica dell'ordinanza. Fino ad ora dov'erano? Perché
tanta attenzione soltanto ora che si cerca di regolamentare la
movida, come è già accaduto in tutte le città italiane?".
"L'ordinanza non va modificata - conclude Wurzburger - semmai
occorre maggiore collaborazione e tolleranza da parte di tutti
affinché il centro storico diventi più vivibile, decoroso e
sicuro. Occorre sorveglianza del territorio. Impuntarsi su orari
di apertura e chiusura non giova: smettiamola di ragionare in
termini di categorie, ragioniamo come cittadini di un'unica
comunità e nell'interesse della collettività".(ANSA).

lunedì 29 giugno 2009

movida: suonano i bonghi fino all'alba - le proteste dei residenti

Movida, scatta la chiusura bisper le discoteche di Bagnoli
I vigili tornano nelle discoteche già contravvenzionate. Protestano i gestori: "Siamo in regola". Controlli anche al centro e a Chiaia

di Cristina Zagaria

Discoteca all'aperto a BagnoliNuovi controlli e nuovi sgomberi. Continua la linea dura dei vigili sulla movida. Ma il popolo della notte si ribella e costituisce un movimento di esercenti e artisti dopo la chiusura bis dei locali lungo il litorale di Bagnoli: La Rotonda, Il Riva, Il Voga e L´Arenile. I titolari erano già stati contravvenzionati venerdì notte, perché privi della concessione da parte del Demanio per l´intrattenimento danzante serale. «I proprietari erano stati diffidati - spiega il tenente Michele Esposito - a non esercitare senza la concessione di agibilità della commissione di vigilanza, scaduta il 26 giugno. Ora saranno deferiti all´autorità giudiziaria». Secondo i titolari dei locali è una grande beffa. «Siamo in regola. Il Comitato portuale venerdì scorso ci ha rinnovato la concessione - spiega il titolare dell´Arenile, Umberto Frenna - Abbiamo pagato per tutto il 2009, manca solo l´atto formale da parte del Demanio al Comune, ma questa non è una nostra inadempienza». Nei quattro locali lavorano oltre 300 dipendenti. Frenna annuncia la costituzione di un movimento del settore: «Coinvolgeremo esercenti, lavoratori, artisti. Ci ribelleremo. A Milano e Roma la movida finisce alle 5. A Napoli alle tre. Chiederemo un incontro all´assessore Luigi Scotti. Il Comune così danneggia solo chi fa impresa ed è regolare». Tensione anche al centro storico, dove sette locali sono stati multati per il mancato rispetto dell´orario di chiusura, in via San Giovanni Maggiore, via Monteoliveto, via dei Carrozzieri e piazza Bellini. «Anche se sono scattati i controlli, la scorsa notte, in largo San Giovanni Maggiore, verso le quattro del mattino, un gruppo di giovani si è messo a suonare all´impazzata tamburelli e bonghetti», denuncia Gianfranco Wurzburger assessore della II Municipalità. «I residenti hanno chiamato il 113, ma non è arrivato nessuno. Qualcuno è sceso in strada e si è sfiorata la rissa».
A Chiaia, gli uomini del tenente Gaetano Frattini, hanno verbalizzato 23 locali per la nuova ordinanza sulla movida, tra cui il Gran Bar Riviera, La Zingara, il Chichitos e altri 14 per occupazione abusiva di suolo pubblico. Multati anche 18 parcheggiatori abusivi mentre in piazza Bellini, sempre la scorsa notte, la polizia ha arrestato due parcheggiatori abusivi per tentata estorsione. Avevano seguito una coppia che aveva parcheggiato l´auto in via Conte di Ruvo minacciandola di pagare altrimenti avrebbero ritrovato l´auto danneggiata o, peggio, di non ritrovarla affatto. La coppia ha raggiunto una volante e ha spiegato quanto era successo e gli agenti hanno rintracciato poco dopo i due parcheggiatori che gestivano le soste lungo la strada abusivamente. Sono stati arrestati. Controlli anche dei carabinieri in piazza del Carmine e piazza Garibaldi, con un bilancio di dodici parcheggiatori fuorilegge denunciati.
(29 giugno 2009)