COMUNI: NAPOLI; NEL CENTRO TARGHE VIE COPERTE DA MANIFESTI
(ANSA) - NAPOLI, 16 DIC - "E' stato un vero e proprio
assalto alla toponomastica del centro antico della città, ciò
che si è verificato questa mattina nel quartiere Porto .Alcune
targhe viarie del centro storico sono state coperte da
manifesti recanti altri nomi diversi da quelli propri delle
strade". E' quanto denunciano Alberto Patruno e Gianfranco
Wurzburger rispettivamente presidente e assessore alla
vivibilità della II Municipalità.
"Molte targhe viarie, come ad esempio quelle di via
Mezzocannone, via De Mariniis, corso Umberto I, piazza Bovio,
sono state coperte con dei manifesti in bianco e nero,
probabilmente stampati da un personal computer, con scritte del
tipo: 'via dei fannulloni', 'piazza disoccupati', 'via
dell'università pubblicà, 'via Adamo', 'via dei
cassintegrati'. Non immaginiamo - proseguono Patruno e
Wurzburger - chi possa esser stato, ma sicuramente sono atti
vandalici che vanno condannatti e perseguiti. Ci sono targhe
viarie che hanno un valore storico rilevante, alcune delle quali
risalgono al 1800. Altre sono posizionate su edifici monumentali
e tutte quelle coperte ricadono nell'area vincolata dal codice
dei beni culturali".
"Per questi motivi - continuano Patruno e Wurzburger - oltre
a chiedere al Servizio Toponomastica del Comune di Napoli
l'immediato ripristino dello status quo ante, abbiamo chiesto
alla Digos della Questura di Napoli di ricercare i colpevoli di
questo danneggiamento del patrimonio pubblico, facendo
riferimento all'articolo 635 del codice penale. Questi gesti,
seppur di protesta, sono paragonabili ai cosiddetti writers che
senza alcun ritegno imbrattano monumenti ed edifici storici. Ci
auguriamo - concludono gli esponenti della Municipalità -che la
polizia, anche attraverso le immagini delle telecamere di corso
Umberto, possa individuare facilmente i colpevoli affinché
quanto successo non venga a ripetersi".(ANSA).
giovedì 18 dicembre 2008
lunedì 15 dicembre 2008
Due quartieri senz'acqua per un giorno
Mercato e Pendino senz' acqua nei due quartieri scatta la rivolta
Repubblica — 14 dicembre 2008 pagina 5 sezione: NAPOLI
Bar fermi, emergenza per i disabili e un intero quartiere in rivolta. Ieri mattina gli abitanti della zona Mercato e del quartiere Pendino si sono svegliati ed hanno scoperto che i rubinetti erano a secco. Una giornata di emergenza idrica, senza nessun avviso, per quasi 20 mila persone. L' Arin, l' azienda napoletana che gestisce il servizio di fornitura idrica, sta effettuando i lavori per la riqualificazione della rete tranviaria di via Poggioreale. E per la giornata di ieri aveva allertato, in anticipo, i cittadini, che ci sarebbe stata una sospensione della fornitura idrica nei quartieri di Poggioreale, San Lorenzo e Vicaria, dalle ore 9 del mattino alle 21. Ma qualcosa è andato storto. Un' altra fetta di città è rimasta senz' acqua. Il disservizio, infatti, si è esteso, senza nessun preavviso, all' area compresa tra corso Arnaldo Lucci, via Vespucci, piazza e corso Garibaldi (quartiere Mercato), e ha coinvolto, con la diminuzione della pressione dell' acqua, tutto il quartiere Pendino. L' inconveniente per un errore durante i lavori annunciati dall' Arin a via Poggioreale. Fino a mezzogiorno oltre diecimila persone sono rimaste completamente a secco e altrettante hanno visto uscire dai rubinetti di casa o degli esercizi pubblici acqua e fango. «Siamo fermi, niente caffè - dice la signora Annunziata del bar Toraldo, in via Torino - E abbiamo rischiato che andasse in tilt anche la macchina per l' espresso, perché all' improvviso non è arrivata più l' acqua». Disagi anche nelle abitazioni private. «Stamattina mi sono alzata e ho scoperto che dai rubinetti, sia in cucina che in bagno, usciva solo liquido nero - dice Adriana Lubrano, 85 anni, che abita in via Depretis 5 - Io sono anziana e disabile. Ho dovuto chiamare mio figlio, per farmi portare delle bottiglie di acqua minerale. è una cosa assurda e indecente, perché non ci hanno avvisato prima?». Stessi disagi anche nei bagni della Stazione centrale. «Quando sono entrata nella toilette della stazione, dai rubinetti usciva solo un filo d' acqua mista a terra - dice Vera Macrì, studentessa calabrese in Scienze Politiche, in attesa dell' Eurostar per Reggio Calabria delle 12,42 - I bagni erano sporchissimi e c' era una puzza di fogna insopportabile. Quando ho chiesto a un bar della piazza di poter andare in bagno, mi hanno detto che era inagibile per un' improvvisa mancanza dell' acqua. è scandaloso». «Tutto ciò ha provocato notevoli disagi alla popolazione, che non essendo stata avvertita, si è trovata privata di un servizio pubblico essenziale. Abbiamo allertato la Protezione civile del Comune - denunciano Alberto Patruno e Gianfranco Wurzburger rispettivamente presidente e assessore alla Vivibilità della II Municipalità - e stiamo cercando di contattare con grossi problemi i vertici dell' Arin. Ci sono tra le 10 e le 20 mila persone che non possono beneficiare dell' acqua e di conseguenza non possono utilizzare i servizi. Basti pensare che tra queste persone ci sono bambini, anziani e ammalati». «Chi paga i danni? A questo punto - concludono Patruno e Wurzburger - valuteremo se ci sono gli estremi per esporre denuncia per interruzione di pubblico servizio». I cittadini per tutta la giornata hanno preso d' assalto il centralino del 115 e i numeri di telefono dell' Arin e del Comune. Alle 12 l' allarme sembrava rientrato, anche dopo le proteste della II Municipalità. Ma alle 15,30 l' erogazione d' acqua è stata nuovamente interrotta. Fino alle 21 i rubinetti sono rimasti a secco, a Poggioreale (dove i cittadini erano preparati) e nelle zone di Mercato e del quartiere Pendino. Ora si teme per la giornata di oggi. (cri. z.) - CRISTINA ZAGARIA
domenica 14 dicembre 2008
UN GIORNO SENZ'ACQUA NEL QUARTIERE MERCATO
EMERGENZA IDRICA: UN GIORNO SENAZ'ACQUA PER LAVORI SEDE TRAM
(ANSA) - NAPOLI, 13 DIC - "Questa mattina gli abitanti del
quartiere Mercato e parte del quartiere Pendino, si sono
svegliati ed hanno avuto la sorpresa di non veder scorrere
l'acqua dai propri rubinetti". Il tutto senza nessun preavviso.
E' quanto denunciano Alberto Patruno e Gianfranco Wurzburger
rispettivamente presidente e assessore alla vivibilità della II
Municipalità.
L'Arin, l'azienda napoletana che gestisce il servizio di
fornitura idrica, sta effettuando dei lavori connessi alla
riqualificazione della rete tranviaria di via Poggioreale e per
questo motivo ha informato che il giorno 13 dicembre dalle ore
9, 00 alle ore 21,00, sarebbe stata sospesa la fornitura idrica
nei quartieri Poggioreale, San Lorenzo e Vicaria. "Purtroppo
però - aggiungono Patruno e Wurzburger - la sospensione non è
avvenuta solo nei succitati quartieri, dove sono stati fatti
gli avvisi previsti, ma il disservizio si è esteso anche
all'area compresa tra corso Arnaldo Lucci, Via Vespucci, Piazza
e corso Garibaldi (quartiere Mercato), con diminuzione della
pressione in tutto il quartiere Pendino".
"Tutto ciò ha provocato notevoli disagi alla popolazione,
che non essendo stata avvertita, stamane si è trovata privata
di un servizio pubblico essenziale. Al momento - continuano
Patruno e Wurzburger - abbiamo allertato la protezione civile
del Comune di Napoli e stiamo cercando di contattare con grossi
problemi i vertici dell'ARIN. Ci sono circa 10.000 persone che
non possono beneficiare dell'acqua e di conseguenza non possono
utilizzare i servizi igienici che sono essenziali per l'essere
umano. Basti pensare che tra queste diecimila persone ci sono
bambini, anziani e ammalati. Chi paga i danni? A questo punto -
concludono Patruno e Wurzburger - valuteremo se ci sono gli
estremi per esporre denuncia per interruzione di pubblico
servizio". (ANSA).
(ANSA) - NAPOLI, 13 DIC - "Questa mattina gli abitanti del
quartiere Mercato e parte del quartiere Pendino, si sono
svegliati ed hanno avuto la sorpresa di non veder scorrere
l'acqua dai propri rubinetti". Il tutto senza nessun preavviso.
E' quanto denunciano Alberto Patruno e Gianfranco Wurzburger
rispettivamente presidente e assessore alla vivibilità della II
Municipalità.
L'Arin, l'azienda napoletana che gestisce il servizio di
fornitura idrica, sta effettuando dei lavori connessi alla
riqualificazione della rete tranviaria di via Poggioreale e per
questo motivo ha informato che il giorno 13 dicembre dalle ore
9, 00 alle ore 21,00, sarebbe stata sospesa la fornitura idrica
nei quartieri Poggioreale, San Lorenzo e Vicaria. "Purtroppo
però - aggiungono Patruno e Wurzburger - la sospensione non è
avvenuta solo nei succitati quartieri, dove sono stati fatti
gli avvisi previsti, ma il disservizio si è esteso anche
all'area compresa tra corso Arnaldo Lucci, Via Vespucci, Piazza
e corso Garibaldi (quartiere Mercato), con diminuzione della
pressione in tutto il quartiere Pendino".
"Tutto ciò ha provocato notevoli disagi alla popolazione,
che non essendo stata avvertita, stamane si è trovata privata
di un servizio pubblico essenziale. Al momento - continuano
Patruno e Wurzburger - abbiamo allertato la protezione civile
del Comune di Napoli e stiamo cercando di contattare con grossi
problemi i vertici dell'ARIN. Ci sono circa 10.000 persone che
non possono beneficiare dell'acqua e di conseguenza non possono
utilizzare i servizi igienici che sono essenziali per l'essere
umano. Basti pensare che tra queste diecimila persone ci sono
bambini, anziani e ammalati. Chi paga i danni? A questo punto -
concludono Patruno e Wurzburger - valuteremo se ci sono gli
estremi per esporre denuncia per interruzione di pubblico
servizio". (ANSA).
sabato 6 dicembre 2008
ISLAM: FESTA DEL SACRIFICIO IN PIAZZA MERCATO
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RELIGIONI: ISLAM, LUNEDI' A NAPOLI LA FESTA DEL SACRIFICIO
(ANSA) - NAPOLI, 6 DIC - La comunità islamica di Napoli
festeggia lunedì prossimo "l'Eid ul-adha", ossia la festa del
sacrificio. Una delle due più importanti celebrazioni per il
mondo islamico.
Dopo la festa dell'interruzione del digiuno, "Eid ul Fitr"
che proclama la fine del Ramadan, passati due mesi e dieci
giorni, i musulmani celebrano la festa del Sacrificio che
quest'anno a differenza degli altri, si celebra in piazza
Mercato e non in piazza Carmine, proprio perché in concomitanza
la comunità cristiana celebra nella Basilica del Carmine
Maggiore la festa dedicata all'Immacolata.
"Ormai sono anni - dichiara Gianfranco Wurzburger, assessore
alla vivibilità della II Municipalità di Napoli - che è
aperta in piazza Mercato la Moschea che ospita gli Islamici
della nostra città e dal principio vi è sempre stata una
pacifica e serena convivenza. Eppure nelle vicinanze vi sono
tre importanti Chiese Cattoliche: S. Maria della Scala,
Sant'Eligio e la Basilica del Carmine, meta quest'ultima di
numerosi pellegrini devoti della Madonna Bruna".
"Il popolo napoletano - prosegue Wurzburger - ed in
particolare quello che vive in piazza Mercato, per la maggior
parte cattolico, ha accolto benevolmente e amorevolmente questi
fratelli che provengono per lo più dai paesi arabi. Non ci sono
mai state difficoltà relazionali, anzi, molti giovani del mondo
cattolico, delle locali comunità parrocchiali, hanno avviato
con i frequentatori della Moschea un dialogo interreligioso nel
rispetto reciproco della propria fede, della propria cultura e
della propria tradizione, ottenendo dei risultati eccellenti".
(ANSA) - NAPOLI, 6 DIC - La comunità islamica di Napoli
festeggia lunedì prossimo "l'Eid ul-adha", ossia la festa del
sacrificio. Una delle due più importanti celebrazioni per il
mondo islamico.
Dopo la festa dell'interruzione del digiuno, "Eid ul Fitr"
che proclama la fine del Ramadan, passati due mesi e dieci
giorni, i musulmani celebrano la festa del Sacrificio che
quest'anno a differenza degli altri, si celebra in piazza
Mercato e non in piazza Carmine, proprio perché in concomitanza
la comunità cristiana celebra nella Basilica del Carmine
Maggiore la festa dedicata all'Immacolata.
"Ormai sono anni - dichiara Gianfranco Wurzburger, assessore
alla vivibilità della II Municipalità di Napoli - che è
aperta in piazza Mercato la Moschea che ospita gli Islamici
della nostra città e dal principio vi è sempre stata una
pacifica e serena convivenza. Eppure nelle vicinanze vi sono
tre importanti Chiese Cattoliche: S. Maria della Scala,
Sant'Eligio e la Basilica del Carmine, meta quest'ultima di
numerosi pellegrini devoti della Madonna Bruna".
"Il popolo napoletano - prosegue Wurzburger - ed in
particolare quello che vive in piazza Mercato, per la maggior
parte cattolico, ha accolto benevolmente e amorevolmente questi
fratelli che provengono per lo più dai paesi arabi. Non ci sono
mai state difficoltà relazionali, anzi, molti giovani del mondo
cattolico, delle locali comunità parrocchiali, hanno avviato
con i frequentatori della Moschea un dialogo interreligioso nel
rispetto reciproco della propria fede, della propria cultura e
della propria tradizione, ottenendo dei risultati eccellenti".
Sant’Agostino alla Zecca blitz di Sepe: fate presto

«La riapriremo nel 2010, sarà punto d’incontro dei giovani»
PIETRO TRECCAGNOLI - IL MATTINO - Ha voluto visitarla tutta: le navate, i sotterranei dove ancora ci sono tombe e ossa, la sacrestia affrescata, il chiostro e la sala capitolare che, da tempo, appartengono a privati. Il cardinale Crescenzio Sepe è entrato per la prima volta nel complesso conventuale di Sant’Agostino alla Zecca, tra il corso Umberto e Forcella, dopo averlo ammirato dall’esterno qualche mese fa. «Mi avevano detto che era bella» ha esclamato estasiato «ma non mi aspettavo tutte queste meraviglie». La chiesa è chiusa dal terremoto del 1980 e recentemente il ministro Sandro Bondi ha stanziato un milione e seicentomila euro per portare avanti i lavori di restauro. «Restituiremo la chiesa al quartiere» ha annunciato il cardinale. E ha spiegato che trasformerà la chiesa, attualmente gestita dal Fec (fondo edifici di culto), in una rettoria. «Sarà riconsegnato alla liturgia, all’uso ecclesiastico» ha aggiunto «ma deve anche essere un punto d’incontro per i giovani di Forcella, per contribuire al superamento delle condizioni di disagio». Ad accompagnarlo, facendo anche da ciceroni, c’erano il sovrintendente al Polo museale, Nicola Spinosa, e quello ai beni architettonici, Stefano Gizzi, insieme a Cosimo Tarì, responsabile e progettista del restauro. Con loro, tra gli altri, Gianfranco Wurzburger e Salvatore Castiello del Comitato di Sant’Agostino alla Zecca che da dieci anni si batte per la restituzione alla città di uno dei suoi maggiori capolavori architettonici. Sua Eminenza, con la curiosità di uno studente modello, s’è fatto spiegare le particolarità dell’edificio sacro: «È un segno della storia artistica di Napoli e anche della Chiesa universale. Per me è stata una grande scoperta. Che peccato che è ridotta così. Se un gioiello come questo l’avessero gli americani lo esaltebbero al massimo». Per la prima volta è stato possibile visitare il chiostro, al quale si accede da un palazzo del Rettifilo. È uno spazio che, assieme alla gotica sala capitolare, appartiene a uno studio legale. In passato c’erano stati gli uffici dell’Agenzia per le Entrate e poi le aule dell’Istituto Navale. Sono parti essenziali del complesso monastico. Un rappresentante dello studio, che ha accompagnato il cardinale nella visita, s’è detto disponibile a sedersi a un tavolo per trattare iniziative per le parti «separate». Sull’«utilizzo improprio» e sulle «reiterate manomissioni» c’è stata nei giorni scorsi anche un’interrogazione parlamentare firmata da cinque deputati del Pd (Salvatore Piccolo, Sergio D’Antoni, Luisa Bossa, Pasquale Ciriello ed Eugenio Mazzarella). I lavori per recuperare le strutture portanti di Sant’Agostino dovrebbero durare almeno due anni. «Fate bene, buono e presto» si è raccomandato Sepe alle maestranze. «Per il 2010 questa chiesa deve essere di nuovo aperta a fedeli e napoletani». Il restauro, ha spiegato Gizzi, sta avvenendo con metodi tradizionali e non invasivi e si punta a recuperare anche quel che resta del prezioso pavimento, integrando le parti mancanti con pietre locali. Dopo la messa in sicurezza si partirà con i lavori di ripristino della parte decorativa. E anche qui c’è molto da fare: tra affreschi, sculture e tele, lo scrigno prezioso ha ancora tanto da mostrare.
lunedì 24 novembre 2008
Sos per Sant’Agostino «Servono altri fondi»

Sant’Agostino Sos al governo: fondi scarsi
A ventotto anni dal terremoto, la chiesa di Sant’Agostino alla Zecca, versa nel completo degrado. Dopo una visita di alcuni parlamentari campani, partono due interrogazioni per chiedere fondi.
Erbacce sul tetto, opere trafugate, pavimento rotto Così la chiesa-gioiello a 28 anni dal terremoto

SILVIA PEPE Il tetto è ricoperto di erbacce, il portone di legno antico è andato in fumo in un incendio, i pavimenti sono dissestati. La chiesa di Sant’Agostino alla Zecca, a ventotto anni dal terremoto, si presenta ancora così: quasi completamente abbandonata, lavori di ristrutturazione a passo lento, un patrimonio nascosto inestimabile, oggetti e suppellettili di valore ormai da buttare. Il monumento, costruito nel XIII secolo per volontà di Carlo I d’Angiò, necessita di un restauro definitivo oltre al rifacimento della facciata, del chiostro e del campanile. Per sollecitare il recupero, nel ’98, è nato il comitato di Sant’Agostino alla Zecca. Cittadini e abitanti del quartiere Pendino ma anche esponenti della politica e della cultura hanno aderito al progetto: qualche giorno fa il ministro Bondi ha annunciato un finanziamento di un milione e 600 mila euro per portare a termine l’opera. Ma il comitato rilancia. Quel denaro non basta. E ieri, nel giorno del ricordo del terremoto, ha organizzato insieme con il Comune una visita guidata per un gruppo di parlamentari per fare loro scoprire i tesori della chiesa. Con un Cicerone d’eccezione, monsignore Vincenzo De Gregorio, direttore del conservatorio di San Pietro a Majella. «Negli ultimi trent’anni la chiesa è stata molte volte depredata – dicono Gianfranco Wurzburger e Salvatore Castiello, esponenti del comitato – la maggiore parte dei dipinti e dei preziosi arredi è in deposito ma non sappiamo quanto e cosa sia sparito in tutto questo tempo. E vi sono alcuni lati oscuri sulla vicenda di questa chiesa». Ai parlamentari Teresa Armato, Maria Fortuna Incostante e Salvatore Piccolo (Pd) e Marcello Di Caterina (Pdl) viene così spiegato che alcune sezioni del monumento, chiostro e campanile, non sarebbero più di proprietà del Fec (Fondo edifici di Culto) ma di un privato. Dell’atto di vendita, però, non si è trovata nessuna traccia. Il comitato comunque pare abbia trovato nuovi alleati. Le senatrici Incostante e Armato hanno ribadito la loro volontà di presentare una interrogazione a Palazzo Madama perché si aumenti il budget di spesa per il restauro. «Il salvataggio del monumento – spiega la Armato – rappresenterebbe anche un mezzo per la riqualificazione di tutto il quartiere». E Di Caterina, annunciando la sua intenzione di rivolgersi alla Camera per un incremento dei fondi, punta però il dito contro il Comune che non sarebbe riuscito a sfruttare i 220 milioni di euro messi a disposizione dell’Unione europea per il recupero di tutto il centro storico: «A dicembre verranno gli ispettori dell’Unesco, rischiamo di perdere quel posto d’onore che ci è stato riservato come patrimonio dell’umanità».
DECUMANI: piano traffico per Natale
Il piano traffico ai Decumani luci e ombre nel primo test
Repubblica — 23 novembre 2008 pagina 4 sezione: NAPOLI
Vietato voltarsi, letteralmente. Il cuore dei Decumani è una compatta muraglia umana di turisti, famiglie, passeggini e zaini quando, alle 16, scatta il primo "senso unico" per i pedoni. Qualche migliaio di persone vengono rigorosamente "invitate" - così recita l' ordinanza entrata in vigore ieri - ad entrare da via San Biagio dei Librai o da via Benedetto Croce e a salire lungo via San Gregorio Armeno. Una strada "obbligata" che segue tuttavia il corso della vecchia passeggiata. Ma il test dura appena 25 minuti, il tempo di allentare la pressione: tra le proteste dei commercianti, il borbottìo dei residenti. E la sorpresa divertita, o appena irritata, dei visitatori in gita tra caldarroste e pastori. «Sembra un videogioco, non l' avevo previsto», sorride Lucia, 30 anni, insegnante, da Catania. Mentre Angelo, 50enne di Viterbo, non la prende con filosofia: «Ma questa cosa è illegale, dovrei rifare tutto il giro per prendere quel presepe?». Debutta tra luci e ombre il piano natalizio per i Decumani. Il senso unico per i pedoni replica - sempre che il contesto ne determini la necessità - oggi. Giovanni Spagnuolo, il dirigente del Servizio Protezione del Comune di Napoli che ieri ha curato il primo via al test continua a spiegare a tutti che si tratta «di pochi minuti di sacrificio» e commenta: «Sapevamo che l' esperimento sarebbe stato mal digerito in prima battuta. I commercianti temono di essere penalizzati, ogni bancarellaro vorrebbe che la folla fosse libera di passare in salita e in discesa davanti alla sua merce. Ma sono le esigenze della sicurezza a dettarcelo, di volta in volta». Intanto, aspettando il blitz dei vigili che nel giro di 48 ore dovrebbe definitivamente sanzionare i clandestini e ridurre le occupazioni di suolo pubblico, lungo i Decumani continua a scorrere un contenuto caos. I vigili che chiudono un occhio sugli automobilisti che violano la Zona a traffico limitato; l' associazione degli artigiani ancora non ha fornito l' elenco dei 75 venditori ufficiali, in base al quale poter intervenire sui clandestini. E l' assessore Gianfranco Wurzburger della Municipalità lamenta l' assenza di una autentica cabina di regia tra caschi bianchi, protezione civile e volontari. «Occorre assolutamente un maggiore coordinamento tra le forze in campo - sottolinea Wurburger - Ma questo primo giorno ha dato buoni risultati, quasi tutto è andato bene». In quel "quasi" c' è la cronaca di una giornata particolare. Ore 11 di ieri. Una dozzina di ambulanti abusivi cercano di spacciare cd contraffatti e finte griffe prima che scatti il sequestro della polizia municipale, inviata dal generale Luigi Sementa alla tolleranza zero: vengono sequestrati un centinaio di oggetti. Dopo 20 minuti, ecco un altro extracomunitario stendere il suo lenzuolo con nuovi capi. Ancora: decine di auto e di scooter, incuranti della Ztl, alla postazione di filtro dei vigili urbani declinano un generico "residente" e passano nell' area pedonale. Accade anche, come in piazza Miraglia, che alcuni agenti siano più infllessibili: ma anche lì il raggiro è presto trovato. Tanti al volante delle auto penetrano da via Duomo verso via Anticaglia (dove non c' è la postazione di blocco dei vigili), deviano per via Atri e sbucano su via Tribunali, 30 metri più avanti del presunto filtro dei vigili, passando dinanzi ad un' altra postazione di vigili. E costoro, convinti che quelle auto abbiano già passato un controllo, preferiscono non bissare la richiesta per non bloccare la viabilità. Infine, ciliegina sulla torta, ecco le solite pattuglie di cittadini incivili a gettare sacchetti di immondizia in pieno giorno dinanzi al sagrato della chiesa del Purgatorio ad Arco, via Tribunali. Una macchia subito segnalata dall' assessore Gennaro Mola e rimossa da una squadra di operatori dell' Asìa. «Ho dato disposizioni agli agenti di sottoporre a rigoroso controllo quell' angolo: ora occorre anche qualche sanzione», puntualizza Mola. In compenso, la città prova a guadagnare punti con la presenza discreta e accogliente di due vigilesse-interpreti che da ieri, su iniziativa del comandante Sementa, stazionano in piazza San Domenico Maggiore: una tenente laureata in Lingue all' Istituto Orientale ed una agente rispondono in inglese, francese e spagnolo. C' è aria di speranza, alla fine. Vuoi vedere che sarà «una buona stagione per San Gregorio Armeno»? Recessione permettendo. Lo dice anche l' artigiano preferito dai ministri, Genny Di Virgilio: «Per essere il penultimo week-end di novembre, è andata bene. Da noi è stata richiestissima la statuina di Obama: 30 esemplari contro i 15 di Berlusconi». Più turisti, e pizzerie strapiene. Qualche locale ieri chiamava addirittura le prenotazioni dei clienti via megafono, su via Tribunali. Peccato che qualche retaggio della crisi rifiuti ancora danneggi il turismo. Lo racconta Enzo Albertini, il presidente di Napoli Sotterranea: «L' affluenza da settembre e ottobre è andata molto bene, e un novembre così non si vedeva da anni. Tuttavia, dopo alcuni improvvidi e falsi servizi sulle cavità di Napoli ricoperte di rifiuti, io ho avuto un sacco di problemi con i turisti. La scorsa settimana, gli studenti di 2 istituti superiori di Firenze si rifiutavano di scendere: "Napoli fa schifo anche sotto, hanno tolto l' immondizia da sopra e l' hanno gettata nei sotterranei". Ovviamente si sono ricreduti solo dopo». - CONCHITA SANNINO
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