Riapre il tratto di via Marina dopo i lavori ma l' assessore della II Municipalità di Napoli Gianfranco Wurzburger chiede più sicurezza per una strada «diventata una pista da Formula 1, dopo la sostituzione dei sanpietrini.È necessario installare bande sonore e videosorveglianza per evitare l' ennesima tragedia».
venerdì 13 agosto 2010
giovedì 12 agosto 2010
Le vite invisibili del Parco Marinella
Decine di immigrati vivono tra rifiuti e liquami nelle baracche senza bagni né acqua allestite all'ingresso della città, nell'area a ridosso del porto dove dovrebbe sorgere uno spazio verde. E nessuno interviene
di CRISTINA ZAGARIA - REPUBBLICA 12 agosto 2010Trentamila metri quadrati, tra via Amerigo Vespucci e i Cantieri del Mediterraneo, tra la città e il porto. Ci sono almeno 20 baracche, ognuna bi-familiare, senza bagno, elettricità o acqua. Anche se non sono costruzioni improvvisate. Sono case costruite lentamente, con le verandine, i tetti di lamiera, le tende, i letti. Trentamila metri quadri, all'ingresso della città, in cui sta crescendo silenziosa una baraccopoli.
L'ultima relazione dei servizi sociali del Comune è di giugno. La II Municipalità aveva individuato un nucleo di famiglie rom. I servizi sociali avevano censito 14 famiglie. Ora sono quasi il triplo. La maggior parte sono rom e vengono dalla città di Calarasi. "Abitavamo a Ponticelli, in via Malibran, siamo arrivati qui da due settimane, c'è anche nostro zio e i miei cugini, io chiedo l'elemosina alla Stazione... ", comincia a raccontare Luana, 9 anni, ma interviene subito una donna, forse sua madre, che la fa entrare nella baracca. Anche gli altri bambini corrono a nascondersi. Ce ne sono tanti. Alcuni piccolissimi. "Lasciateci in pace. Altrimenti vengono a cacciarci. Non diamo fastidio a nessuno", dice una donna. Un cane giallo le scodinzola tra le gambe e anche lei scompare in un casotto con la tenda blu. Le case di lamiera e cartoni sono schiacciate contro il muro che delimita i confini con il porto, nascoste da alti cespugli bruciati dal sole. Un neonato dorme in un passeggino senza ruote, trasformato in culla. Su un tavolo quattro wurstel, pane e una bottiglia di coca cola. Per terra vecchi abiti, decine e decine di scarpe.
Proprio all'ingresso del ghetto, dal lato del mercato ittico, c'è un cumulo di paia di scarpe, tutte da uomo, molte ancora con i cartellini, sono fuori moda, ma sembrano nuove. A pochi metri dalla fila di baracche, tra le sterpaglie, un ombrellone blu e una pompa: una ragazza nera si sta lavando i capelli. E quasi al limite con il parcheggio, che affaccia sulla strada, un'altra baracca con un ragazzone di colore sdraiato su una brandina che dorme, con una sigaretta spenta tra le labbra. Accanto a lui un bimbo in fasce in un cestino. "Io sono nigeriano, la madre è rumena. La madre sta lavorando", blatera il nero e poi fa capire che non vuole essere infastidito.
Il caldo amplifica l'odore di pesce, immondizia, fogna che affoga il campo abusivo. A poca distanza un capolinea di bus. Da un lato i tir che entrano e escono dal porto, dall'altro il traffico lento d'agosto di chi arriva in città.
"La notte accendono fuochi e si lavano tutti nudi davanti alle baracche con secchi d'acqua. Ci sono tantissimi bambini piccoli, spesso da soli, che vivono in condizioni igieniche che sarebbero scandalose anche per uno zoo", dice Ermina F. che abita nel palazzone di fronte al ghetto, proprio sopra il bar "Ciottolo".
Il parco è stato sottoposto a sequestro giudiziario a marzo 2008 per la mancata messa in sicurezza e per insalubrità. Ma il sequestro, ad oggi, consiste solo in recinzioni arrugginite e qualche nastro rosso. L'area, che si continua a chiamare "Parco" e che nei progetti del Comune dovrebbe diventarlo, è terra di nessuno. Il Parco della Marinella, infatti, rientra tra i 649 beni sul territorio campano disponibili al federalismo demaniale. A inizio luglio, il vicesindaco Tino Santangelo ha scritto al demanio, chiedendo di anticipare i tempi per il passaggio di proprietà dallo Stato al Comune. Ma, ad oggi, Palazzo San Giacomo non ha ottenuto risposta.
E così nella terra che non è quasi più del Demanio e non è ancora del Comune, nel 2006 è stato trovato morto un canadese, nel 2008 un ghanese è stato ammazzato con una pugnalata allo stomaco e gettato in un tombino, qualche settimana dopo un marocchino è stato sequestrato, malmenato e rapinato, nell'estate del 2008 è stata scoperta una fabbrica clandestina di pesce essiccato gestita da una donna bulgara. E ora c'è il ghetto. Il limbo degli invisibili. "La storia di questo parco dura da oltre 10 anni - racconta Gianfranco Wurzburger, assessore della II Municipalità - e fino a quando non ci sarà il passaggio di proprietà dal demanio al Comune è tutto fermo, perché gli sgomberi costano. Se l'area continua ad essere abbandonata non si risolve mai niente. Bisogna intervenire e presto. Gli immigrati hanno bisogno di accoglienza e i napoletani hanno diritto al loro parco".
venerdì 2 luglio 2010
Piazza GAribaldi senz'acqua: scavo metronapoli danneggia condotta idrica
Errori Gravi, non devono ripetersi!
Il Mattino 2 luglio 2010
È stato l’assessore alla vivibilità della seconda municipalità, Gianfranco Wurzburger, a ricevere le prime segnalazioni del disagio dei napoletani rimasti senza acqua: «Quando abbiamo appurato che si trattava di un danno ingente abbiamo immediatamente contattato la protezione civile per garantire una fornitura d’acqua alternativa alla popolazione - spiega WURZBURGER- la macchina organizzativa è partita con la consueta rapidità, anche se alla fine non è stato necessario fare ricorso alle autobotti». Per l’intera giornata l’assessore municipale è rimasto in strada dividendosi fra il cantiere della Metro dove erano al lavoro i tecnici dell’Arin e gli esercizi commerciali della zona che erano in crisi per la mancanza d’acqua: «I bar hanno subito il danno più grave, per loro mancanza di acqua significa soprattutto impossibilità di tenere in funzione le macchine per il caffè espresso - dice WURZBURGER - ma anche per i ristoranti è stata una giornata difficile. Fortunatamente non tutti gli hotel che gravitano nella zona di piazza Garibaldi hanno subito disagi, altrimenti sarebbe stato un altro terribile danno di immagine turistico per la nostra città». L’assessore municipale WURZBURGER ha anche deciso di chiedere maggiore chiarezza sui motivi che generano questo tipo di incidenti: «Non è la prima volta che durante lavori di scavo vengono procurati danni ai sottoservizi. Ritengo che sarebbe necessaria maggiore attenzione. Io, da cittadino, non riesco a spiegarmi com’è possibile che non venga individuata la posizione di una condotta portante dell’acquedotto, prima di far entrare in azione una escavatrice. Non credo che sia determinante individuare il colpevole di questa mancanza, però è determinante che per il futuro ci sia maggiore accortezza per non far pagare ai cittadini errori commessi da altri». pa. bar.
lunedì 31 maggio 2010
Piazzetta Trinchese parte il restyling benedetto da Sepe
FORCELLA: via ai lavori per l'immobile di piazzetta Trinchese
Via ai lavori di ristrutturazione nell’area di piazzetta Trinchese, una delle aree più degradate di Forcella. Un piccolo evento per gli abitanti del quartiere, al quale ha fatto sentire la sua vicinanza anche il cardinale Sepe, che ha benedetto i lavori. Soddisfazione è stata espressa anche dalla Municipalità. «Finalmente una ristrutturazione a Forcella», plaude l’assessore alla Vivibilità della Seconda Municipalità, Gianfranco Wurzburger, all’avvio dei lavori di ristrutturazione dello stabile in piazzetta Trinchese. «Forcella ha bisogno di segnali come questi - prosegue Wurzburger - il quartiere ha bisogno di un «volto nuovo» all’insegna della legalità e della trasparenza: ben venga quindi che i lavori siano il segnale della rinascita che da tempo attendiamo inquesta zona della città». «La presenza del cardinale – proseguono l’assessore alla Vivibilità Gianfranco Wurzburger e il consigliere Salvatore Castiello – ancora una volta nel nostro quartiere è un segno di viva speranza ad andare avanti e a credere in un riscatto possibile. Non possiamo dire altrimenti delle istituzioni centrali». Wurzburger punta il dito su Palazzo San Giacomo e spiega anche il perchè: «Aspettiamo l’assessore al Patrimonio D’Aponte che, da agosto scorso, aveva promesso di liberare Forcella dai ponteggi del terremoto del 20 novembre 1980. Siamo ancora in attesa di un suo intervento, nonostante le nostre molteplici sollecitazioni, purtroppo vico Croce Sant’Agostino e vico Tarallari sono ancora chiusi tra i tubolari a sostegno di due immobili di proprietà comunale». «Ancora una volta – conclude il consigliere della Municipalità, Salvatore Castiello - dobbiamo sottolineare che se non ci fosse stato il sollecito intervento del Capitolo della Chiesa Cattedrale, i cittadini di Forcella non avrebbero visto iniziare un restyling nel loro quartiere: Forcella resta sempre e solo teatro di chiacchiere elettorali e raramente punto di partenza di una vera rinascita per chi ha il dovere di amministrare questa città».
Via ai lavori di ristrutturazione nell’area di piazzetta Trinchese, una delle aree più degradate di Forcella. Un piccolo evento per gli abitanti del quartiere, al quale ha fatto sentire la sua vicinanza anche il cardinale Sepe, che ha benedetto i lavori. Soddisfazione è stata espressa anche dalla Municipalità. «Finalmente una ristrutturazione a Forcella», plaude l’assessore alla Vivibilità della Seconda Municipalità, Gianfranco Wurzburger, all’avvio dei lavori di ristrutturazione dello stabile in piazzetta Trinchese. «Forcella ha bisogno di segnali come questi - prosegue Wurzburger - il quartiere ha bisogno di un «volto nuovo» all’insegna della legalità e della trasparenza: ben venga quindi che i lavori siano il segnale della rinascita che da tempo attendiamo inquesta zona della città». «La presenza del cardinale – proseguono l’assessore alla Vivibilità Gianfranco Wurzburger e il consigliere Salvatore Castiello – ancora una volta nel nostro quartiere è un segno di viva speranza ad andare avanti e a credere in un riscatto possibile. Non possiamo dire altrimenti delle istituzioni centrali». Wurzburger punta il dito su Palazzo San Giacomo e spiega anche il perchè: «Aspettiamo l’assessore al Patrimonio D’Aponte che, da agosto scorso, aveva promesso di liberare Forcella dai ponteggi del terremoto del 20 novembre 1980. Siamo ancora in attesa di un suo intervento, nonostante le nostre molteplici sollecitazioni, purtroppo vico Croce Sant’Agostino e vico Tarallari sono ancora chiusi tra i tubolari a sostegno di due immobili di proprietà comunale». «Ancora una volta – conclude il consigliere della Municipalità, Salvatore Castiello - dobbiamo sottolineare che se non ci fosse stato il sollecito intervento del Capitolo della Chiesa Cattedrale, i cittadini di Forcella non avrebbero visto iniziare un restyling nel loro quartiere: Forcella resta sempre e solo teatro di chiacchiere elettorali e raramente punto di partenza di una vera rinascita per chi ha il dovere di amministrare questa città».
venerdì 9 aprile 2010
SUK - PIAZZA GARIBALDI
COMUNI: NAPOLI; WURZBURGER,20 QL RIFIUTI IN PIAZZA GARIBALDI
(ANSA) - NAPOLI, 9 APR - "Venti quintali di rifiuti sono
stati prelevati in piazza Garibaldi dall'Asia, grazie
all'intervento dei carabinieri della Compagnia di Napoli Stella,
dell'VIII Unità Operativa dei Vigili Urbani, dell'assessorato
alla Vivibilità della II Municipalità". Lo rende noto
Gianfranco Wurzburger, assessore alla Vivibilità della II
Municipalità.
"Si tratta di indumenti, cassette contraffatte e immondizia
di vario genere. Gli ambulanti abusivi sono stati fatti
allontanare e le forze dell'ordine hanno effettuato anche vari
fermi. E' stata fatta una 'operazione legalita'' - sottolinea
Gianfranco Wurzburger - ma siamo ormai alla decima edizione.
Questo perché appena le forze dell'ordine si allontanano, i
venditori di 'rifiuti' riprendono subito la propria postazione.
Ecco perché abbiamo chiesto all'Asia un presidio quotidiano e
costante: il prelievo non deve essere soltanto mattutino ma
ininterrotto". ciò garantirà la pulizia ed il controllo della
piazza. In questo ci affiancheranno sia i Carabinieri che la
Polizia Locale che presiederanno il territorio e che ringraziamo
per l'encomiabile lavoro di questa mattina".
"Piazza Garibaldi è il biglietto da visita della città per
turisti e per gli stessi napoletani. Cerchiamo di non
dimenticarlo - conclude Wurzburger - e di lavorare
congiuntamente perché la piazza non diventi ricettacolo di
immondizia e di vendite illegale di merci". (ANSA).
giovedì 8 aprile 2010
Crolla balcone, paura in via Depretis
Nessun ferito, passanti sfiorati dai calcinacci. Strada paralizzata per ore.
IL MATTINO - giu. co. 8 aprile 2010 -
Paura ieri mattina in via Depretis. Una pioggia di calcinacci è venuta già da un balcone ai piani alti di un antico edificio, terrorizzando i passanti. Il crollo si è verificato a meta mattina, quando la strada è particolarmente trafficata da auto, moto e mezzi pubblici. In pochi attimi si è diffuso il panico tra la gente, la cui attenzione è stata attirata dall'intonaco caduto dal cornicione di un palazzo. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e polizia municipale, che hanno presidiato l'area interessata per l'intera mattinata. Per fortuna non c'è stato nessun ferito. Solo tanto spavento e code di veicoli paralizzati per un paio d'ore in una zona già di per sé ad alta densità di traffico. A segnalare il cedimento improvviso sono stati alcuni passanti ed due centauri, che si sono visti «piovere» dall'alto pezzi di intonaco. Solo il tempestivo intervento di una squadra di pompieri e di una pattuglia di vigili urbani ha evitato che il crollo si potesse tramutare in tragedia per i passanti. Questi, infatti, sono stati appena sfiorati dai calcinacci caduti giù da un cornicione, prontamente spicconato dai vigili del fuoco. «Per fortuna si è trattato di un crollo di lieve entità - commenta Gianfranco Wurzburger, assessore alla Viabilità della II municipalità - ma bisognerebbe piuttosto porre attenzione alle numerose buche che invadono via Depretis e via Sanfelice, che la polizia municipale è costretta a presidiare ogni giorno per scongiurare incidenti». La situazione è tornata alla normalità soltanto a ora di pranzo.
La tragediaL’appello della moglie del 70enne ucciso da una moto in via Vespucci
ALTRO INCIDENTE IN VIA VESPUCCI
GIUSTIZIA PER LA MORTE DI MIO MARITO
IL MATTINO di Giuliana Covella - 7 aprile 2010 «Vorrei essere cittadina di Napoli senza dovermene vergognare, ecco perché rivolgo un appello a chi ha visto quella notte, affinché la morte di mio marito non sia stata vana. Voglio giustizia e la chiedo a Dio e agli uomini». Antonietta D’Urso, 55 anni, insegnante elementare, è la vedova di Carlo Longobardi, il 70enne morto nella notte tra venerdì e sabato in via Vespucci. L’uomo è stato travolto e ucciso da una Honda Transalp all’altezza del bar Ciottolo. Una morte quasi annunciata - è il caso di dire - dato che il pensionato raccomandava sempre alla moglie di stare attenta nell’attraversare. «Fai attenzione - mi ripeteva - perché quelli sfrecciano e ci prendono in pieno come birilli». Un destino beffardo che ha mietuto un’altra vittima poche sere fa in una strada che tutti definiscono killer. L’incidente in cui ha perso la vita Longobardi si è verificato intorno alle 1,40 di sabato notte. L’uomo aveva accompagnato la moglie sotto casa e aveva riportato l’auto in un garage privato in via Marina. Nell’attraversare, è stato falciato da una moto (in sella alla quale c’erano un 26enne e una 20enne) che percorreva la corsia preferenziale e che lo ha fatto balzare una cinquantina di metri più avanti. Inutili i soccorsi. «Quello che è accaduto a mio marito è assurdo - tuona la donna - non è possibile che nessuno abbia visto nulla e soprattutto che lungo quella strada si verifichino incidenti mortali periodicamente. Quello che chiedo alle istituzioni è di rendere sicura via Marina, perché noi cittadini non ci sentiamo tutelati. Nel mio caso non si tratta di una, ma di due vite spezzate, perché senza il mio Carlo non vivo più». Sposati da 17 anni, i due coniugi abitavano al Lavinaio. Sarto in pensione lui, maestra elementare lei, vivevano l’uno per l’altra. «Ricordo quando mi accompagnava al treno per andare a scuola tutte le mattine e mi salutava con un bacio. Avrei dovuto farlo conoscere ai miei alunni alla fine dell’anno scolastico. Ora non lo vedranno più». «Via Marina - polemizza Gianfranco Wurzburger, assessore alla Viabilità della II municipalità - è considerata una strada killer, ma il vero killer è chi dovrebbe metterla in sicurezza e non lo fa, cioè l’amministrazione centrale. Sono anni che chiedo videosorveglianza con autovelox, strisce pedonali con bande sonore e potenziamento dei semafori».
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